La rilevazione di Unioncamere svela la flessione; ma il mercato del lusso è stabile
Le agevolazioni fiscali del Superbonus in edilizia, introdotte dal 2020 su impulso del M5s (e, a seguire, ridotte, fino alla chiusura dell’incentivo al 110%), com’è noto, hanno avuto consistenti effetti, oltre che sui cittadini che ne hanno beneficiato per le ristrutturazioni all’insegna del risparmio energetico, pure sulle entrate delle imprese e dei professionisti tecnici (fra cui i periti industriali). Ma non solo. Stando, infatti, ad una rilevazione di Unioncamere c’è stata una dinamica negativa per il settore architettura e design che ha registrato una contrazione del valore aggiunto del -6,3% dal 2023, con una riduzione dell’occupazione del -5,5%.
E si è trattato di un «trend» che è stato significativamente influenzato dalla fine del Superbonus e delle altre occasioni di «sconti» tributari che «ha causato un brusco calo degli investimenti nel settore edilizio-residenziale nel 2024».
La creatività italiana, però, scopre nuovi versanti nei quali esprimersi (e trovare occasioni di sviluppo): il mercato globale del cosiddetto «top di gamma», infatti, vale al termine di questa annualità circa 1.440 miliardi di euro, una somma sostanzialmente stabile nonostante incertezze economiche e geopolitiche e «performance» divergenti tra i diversi comparti.
A farlo sapere è stato l’Osservatorio Altagamma 2025 che ha stimato un analogo andamento del mercato dei beni di lusso personali, che chiuderà l’anno a quota 358 miliardi (-2% al cambio attuale, ma stabile a tassi correnti, così come il mercato globale); guardando avanti, tuttavia, verso il 2026 l’Altagamma Consensus stima una crescita per il segmento produttivo del lusso di circa il 5%, una percentuale in linea con la previsione più a lungo termine, del +4/6%.
A giudizio del presidente di Altagamma Matteo Lunelli, «il mercato del lusso si conferma stabile nel 2025 pur attraversando una fase complessa, segnata da consumi più selettivi e la scarsa reattività del consumatore cinese. Cresce il consumo esperienziale, in particolare legato a benessere e longevità, mentre soffre il consumatore aspirazionale. La dinamica dei prezzi richiede estrema attenzione da parte dei brand che devono però fronteggiare dazi, dollaro debole e alti prezzi dell’energia», ha proseguito.
Per l’avvenire, ha voluto sottolineare, «lavoriamo con il governo e le altre associazioni per far sì che vi sia un nuovo patto di filiera, certi del lavoro serio e responsabile delle nostre imprese. L’Italia deve restare la locomotiva dell’alto di gamma, tutelando un ecosistema virtuoso che unisce impresa, artigianato, innovazione e cultura: un vero patrimonio economico e culturale da valorizzare», ha affermato ancora Lunelli.
Frammentati, appaiono, infine, i mercati geografici, con un Medio Oriente in costante espansione (+4/6%) e le Americhe in ripresa (+0/2%), grazie alla spesa domestica e all’aumento del valore medio degli acquisti, mentre rallenta l’Europa (-3/-1%), ancora debole è la Cina (-8/-6%) ed il Giappone (-8/-6%) cala dopo l’eccezionale «performance» del 2024.














