La cultura dell’acqua è la vera sfida del nostro millennio

da | 21 Mar 2023 | Il punto

Di settimana in settimana, il problema della siccità si rende sempre più protagonista di fatti di cronaca che ci pongono dinanzi all’impotenza del genere umano e – per una sorta di contrappasso – alla forza di una natura che si ribella, a cambiamenti climatici repentini, a quadri ambientali realmente problematici che troppo spesso, nell’opinione pubblica, passano in secondo piano rispetto ad altre questioni di minore importanza.

Basti pensare che, nel mese di gennaio 2023, in Italia sono stati registrati appena 24 millimetri di precipitazioni, rispetto ai 63 attesi. Un dato a dir poco drammatico. Rispetto a questo quadro, il Governo ha dato il via a una serie di misure volte ad affrontare tale crisi idrica. Tra queste, la nomina di un commissario che definisca un piano idrico nazionale straordinario e programmi interventi per mitigare gli effetti della scarsità di acqua.

In questo scenario la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1992 e che ricorre ogni anno il 22 marzo assume tutt’altra valenza rispetto al passato, oltre che un carattere di assoluta urgenza. Accelerare il cambiamento per risolvere la crisi idrica e igienico-sanitaria è l’obiettivo cardine di questa Giornata e – per raggiungere tale risultato – le parole chiave sono competenza e responsabilità.

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Come Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, ci siamo e ci saremo, nel dare applicazione a PNRR nelle missioni specifiche delle tematiche ambientali e a tutela della salute. Sentiamo infatti, più forte che mai, l’obbligo morale di sensibilizzare la società verso una tematica di vitale importanza come questa, consapevoli che tutto ciò che faremo oggi per la tutela delle risorse naturali – ed in particolare dell’acqua – lo stiamo facendo per le generazioni future.

In particolare, il ruolo del professionista chimico è essenziale in tutta la filiera del servizio idrico integrato. È una figura che ha facoltà di produrre certificazioni, pareri, giudizi o classificazioni, che garantisce con la sua competenza il patrimonio dell’acqua dall’approvvigionamento idrico sino alla distribuzione, dalla sicurezza nella gestione e trattamento di acque reflue sino alla sicurezza dell’acqua come alimento. È una figura che può assumere la direzione di laboratori ed impianti di trattamento e depurazione.

Il fulcro è la creazione di una nuova cultura, incentrata su comportamenti responsabili, rispettosi degli equilibri naturali e coscienti che le risorse non sono illimitate, ma vanno gestite con cura da parte di tutti.

Abbiamo alcuni strumenti disponibili come lo sviluppo sostenibile, altri sono in corso di realizzazione, come il progetto proposto da ISPRA, il cui obiettivo è quello di creare un’infrastruttura in grado di collegare dati ambientali con quelli sanitari, informazioni necessarie per intervenire concretamente nella gestione delle risorse.

Tutti noi chimici e fisici ci sentiamo dunque i promotori di una società attenta ai temi di uno sviluppo consapevole dell’interesse comune, oltre che ad una gestione solidale delle risorse naturali; operiamo per costruire consenso intorno alle proposte di effettiva cooperazione e divulgazione di modelli intelligenti di gestione della risorsa. Per noi, cultura dell’acqua è cultura dei popoli, è conoscenza di come e da dove arriva l’acqua che utilizziamo quotidianamente. Cultura dell’acqua è condivisione di informazioni, pareri, esigenze, valori, opzioni di soluzione e risorse; è valorizzazione delle conoscenze da mettere a disposizione delle nuove generazioni, affinché possano trovare un equilibrio tra il mantenimento di un integro patrimonio ambientale e le esigenze dello sviluppo economico sociale. Questa è la vera sfida del nostro millennio.

Leggi l’articolo sulle statistiche ISTAT: Acqua: Istat, persi nella rete 157 litri a persona

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