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mercoledì, 17 Agosto 2022
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L’Agenzia del Demanio cerca tecnici, le categorie professionali insorgono

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AAA Cercasi personale tecnico da parte della Struttura per la Progettazione di Beni ed Edifici Pubblici – o Centrale di Progettazione – istituita all’interno dell’Agenzia del Demanio dalla Legge di Bilancio 2019: l’organismo sta, infatti, da tempo selezionando professionisti da destinare alla Struttura e ha pubblicato sul suo sito, nelle scorse settimane, numerosi bandi per l’assunzione di profili specialistici, con 55 posizioni già aperte e un totale di 100 con scadenza delle candidature a dicembre 2021. I profili ricercati sono, tra gli altri, quelli di architetti paesaggisti, strutturisti, urbanisti, impiantisti, BIM specialist, sistemisti. L’Agenzia offre per queste posizioni contratti a tempo indeterminato e richiede un’esperienza pregressa negli specifici ambiti di lavoro dai 3 ai 10 anni, in base alla posizione.

Il percorso di reclutamento ha avuto impulso a partire dalla fine del 2020. A dicembre 2020: è allora, infatti, che Agenzia del Demanio e Struttura di Missione Investitalia si sono accordate per riqualificare le aree dismesse e gli immobili pubblici sottoutilizzati, o in stato di abbandono, anche in partenariato con i privati. E hanno fatto scattare selezioni di personale finalizzate a rafforzare l’operatività della Struttura in vista delle nuove attività. In concomitanza, poi, con la compilazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), alla Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio è stato affidato anche un ruolo di supporto ai Comuni del Sud beneficiari del Fondo Concorsi Progettazione e Idee per la Coesione Territoriale. E sono stati, perciò, destinati 161,5 milioni di euro per la progettazione degli interventi nell’ambito del PNRR.

Le iniziative stanno incassando, però, le critiche dei vertici delle categorie professionali dell’area tecnica, in prima linea quelle del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati. Dura pure la posizione della Fondazione Inarcassa (l’’organismo che rappresenta gli oltre 170.000 architetti ed ingegneri iscritti alla Cassa di previdenza delle due categorie): il presidente Franco Fietta ha giudicato, infatti, «inaccettabile che un unico soggetto assuma la veste di progettista di opere pubbliche, stazione appaltante e soggetto di committenza delegata da parte di altre Amministrazioni. Per garantire la qualità delle prestazioni professionali e la trasparenza nel processo di esecuzione delle opere pubbliche è indispensabile puntare ad una chiara ed evidente distinzione tra controllori e controllati, riservando ai liberi professionisti e alle società di ingegneria la progettazione, la Direzione Lavori ed il Collaudo, mentre ai pubblici dipendenti, la programmazione delle opere, incluso il reperimento dei fondi, e in fase esecutiva il solo controllo dei tempi e costi del processo realizzativo», ha sottolineato, aggiungendo che una simile struttura pubblica «avrà costi complessivi assolutamente non confrontabili con quelli del mercato dei liberi professionisti, contro una qualità che dovrà essere verificata, ma che siamo certi non proporzionale al costo», ha concluso.

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