Italia a 1 Giga parte in Puglia

da | 29 Ago 2023 | Informatica

Open Fiber annuncia l’inizio dei lavori. Polemiche da Gasparri

Il piano Italia a 1 Giga sbarca in Puglia. Sono partiti, infatti i lavori dell’iniziativa finanziata con i fondi del Pnrr, che prevede il cablaggio in modalità Ftth (Fiber To The Home, la fibra ottica fino a casa) di 2.439 civici distribuiti sul territorio che corrispondono a 4.628 unità immobiliari (abitazioni, imprese e uffici della pubblica amministrazione). I lavori sono partiti precisamente a Canosa di Puglia.

“La connettività in fibra ottica realizzata da Open Fiber può raggiungere la velocità di 10 Gigabit al secondo: le potenzialità della tecnologia Ftth sono inoltre di fondamentale importanza anche in termini di ecosostenibilità. I cavi in fibra ottica, infatti, consumano meno energia riducendo l’emissione di anidride carbonica e calore in atmosfera”. Queste le parole riportate nella nota diffusa il 28 agosto da Open fiber per annunciare la partenza dei lavori del piano, che rappresenta uno dei cardini del progetto di digitalizzazione messo in campo dall’Italia con il Pnrr. Il comunicato riporta poi anche il pensiero di Nico Di Palma, assessore comunale ai lavori pubblici e allo sviluppo economico di Canosa di Puglia: «La fibra ottica rappresenta un asset strategico per il business delle numerose aziende presenti nella zona industriale di Pozzillo, nella borgata di Loconia e in quelle che si insedieranno nella zona industriale D2, con evidenti benefici anche sulla valorizzazione e la promozione turistica dei nostri luoghi. Grazie alle opportunità della connettività ultraveloce, le imprese potranno migliorare i processi produttivi e, di conseguenza, aumentare i loro ricavi a vantaggio del tessuto commerciale e industriale del comprensorio».

Ma la partenza dei lavori in Puglia non è l’unica novità con cui si è dovuta confrontare Openfiber negli ultimi giorni. In particolare, la società è finita nel mirino del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che l’ha definita “un’autentica idrovora”. “Tutti sanno che Open Fiber è ormai assolutamente marginale per lo sviluppo della digitalizzazione del paese”, il pensiero del senatore. “Nelle aree nere esistono due reti, quindi 8,5 milioni di unità immobiliari coperte da Open Fiber, paradossalmente non c’è necessità esistendo una valida alternativa. E quindi, se di danno di duplicazione vogliamo parlare, il danno è già stato fatto. Dei 3 milioni delle aree bianche ricordo a tutti che la rete è di proprietà di Infratel quindi dello Stato, ed Open Fiber è semplicemente un concessionario del quale facilmente si può fare a meno trasferendo la concessione, come è stato fatto in altri casi, ad un qualsiasi altro soggetto capace di rispettare gli impegni. La Cassa Depositi e prestiti non immagini di buttare i soldi dei risparmiatori in questo disastro”, ha concluso Gasparri.

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