mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Investimenti in beni strumentali nuovi 4.0: credito d’imposta anche per il comodato

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La società comodante può accedere al credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali nuovi 4.0, per l’acquisto di strumenti di stampaggio, installati in Italia presso fornitori della società e da questi utilizzati, tramite contratti di comodato d’uso, per produrre componenti in plastica nell’interesse della stessa società e, quindi, nell’ambito di un’attività strettamente funzionale alle esigenze aziendali della stessa, a patto che dimostri di trarre utilità dalla stipula dei contratti e i beni siano strumentali e inerenti alla propria attività.

E’ piuttosto interessante, il contenuto della risposta 718/2021 dello scorso 15 ottobre dell’Agenzia delle Entrate, perché va a ‘toccare’ l’agevolazione per i beni strumentali 4.0 – di cui all’art.1 comma 189 della Legge di Bilancio 2020

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La richiesta
Nel caso specifico l’Istante è una società che utilizza gli strumenti di stampaggio per realizzare componenti in plastica; tali componenti possono essere prodotti internamente o presso fornitori esterni operanti nel territorio dello Stato che, a loro volta, utilizzano i beni per la società ‘madre’ tramite contratti di comodato d’uso.

Al riguardo, si precisa inoltre che:

  • questi strumenti, connessi alla rete aziendale, in locale o tramite connessione internet, danno la possibilità di interconnetterli ai sistemi di raccolta dati presenti in azienda per ottimizzare il controllo del processo produttivo;
  • la società, nel rispetto della legge, acquisirà una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale per attestare che gli strumenti possiedono caratteristiche tecniche per poter essere ricompresi nell’elenco di cui all’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La società chiede quindi se l’acquisto dei nuovi strumenti, installati presso i centri produttivi dei fornitori della stessa ubicati nel territorio dello Stato e utilizzati in comodato d’uso per le esigenze di produzione della società, possano rientrare tra gli investimenti agevolabili per i quali è riconosciuto il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi 4.0.

Quale credito d’imposta?
Le Entrate, dopo aver ricordato la modifica effettuata in materia dall’art.1 commi da 184 a 197 della Legge di Bilancio 2020, sottolineano che, ai sensi del comma 189, per gli investimenti aventi a oggetto beni ricompresi nell’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017, ovvero i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”, il credito d’imposta spetta:

  • nella misura del 40 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • nella misura del 20 per cento per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 10 milioni di euro.

Le analogie con super ammortamento e iper ammortamento
In considerazione delle numerose analogie – sia in termini di ratio dell’agevolazione sia per quanto concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi – tra la disciplina del super e dell’iper ammortamento e la disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, per il Fisco nel caso di specie bisogna rifarsi ai chiarimenti contenuti nella circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 relativamente alla concessione in comodato d’uso a terzi dei beni oggetto dell’investimento.

Il documento di prassi sopracitato ha infatti precisato che, nell’ipotesi di beni concessi in comodato d’uso a terzi, il comodante può beneficiare della maggiorazione, a condizione che i beni in questione siano “strumentali” ed “inerenti” alla propria attività, nel qual caso egli è legittimato a dedurre le relative quote di ammortamento.

La motivazione? Nell’ipotesi di comodato, il bene – anche se fisicamente non collocato nel luogo di ordinario svolgimento dell’attività e anche se non utilizzato in maniera diretta – può considerarsi parte integrante del complesso di beni organizzati dall’imprenditore ai fini del raggiungimento delle finalità dell’impresa qualora favorisca il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti commerciali con il comodatario e la diffusione sul mercato dei prodotti commercializzati, costituendo un “mezzo” per il raggiungimento del “fine”, della società comodante, che è quello della produzione di ricavi.

In definitiva: se la società è in grado di dimostrare di trarre utilità dalla stipula dei contratti di comodato d’uso con i fornitori, relativamente ai beni concessi, potrà accedere al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.

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