Intelligenza Artificiale, secondo lo studio Ambrosetti può far crescere il PIL di quasi il 20%

da | 7 Set 2023 | Informatica

La produttività dell’Italia potrà aumentare fino al 18% grazie all’adozione di Intelligenza Artificiale Generativa che può generare, a parità di ore lavorate, fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo, pari al 18% del PIL italiano

E’ solo uno dei risultati che saltano all’occhio scorrendo lo Studio “AI 4 Italy: Impatti e prospettive dell’Intelligenza Artificiale Generativa per l’Italia e il Made in Italy”, elaborato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Microsoft Italia e presentato in occasione del 49° Forum di The European House – Ambrosetti. La ricerca si è posta l’obiettivo di analizzare l’impatto economico e sociale che avrà l’intelligenza artificiale generativa sul nostro Paese, analizzandone presupposti tecnologici, implicazioni etico-sociali e di policy.

Secondo lo studio quindi l’Italia ha bisogno dell’IA Generativa per sbloccare la produttività e contrastare gli effetti avversi di una popolazione che invecchia. Questo può diventare la chiave per mantenere alto il livello di produttività e benessere, basti pensare che entro il 2040 perderà infatti circa 3.7 milioni di occupati: un numero di lavoratori che, con gli attuali livelli di produttività, contribuiscono alla produzione di circa 267,8 miliardi di Valore Aggiunto. Le nuove tecnologie consentiranno di mantenere invariato lo stesso livello di benessere economico.

Le applicazioni concrete dell’IA Generativa, si legge ancora nello studio, sono trasversali a tutti i settori, ma attualmente sono il settore finanziario, manifatturiero e sanitario (e scienze della vita) ad essere i mercati più maturi nell’ambito dell’uso di IA Generativa. Ma uno dei dati più significativi è che la produttività del Sistema-Italia potrà aumentare fino al 18% grazie all’adozione di Intelligenza Artificiale Generativa.

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A parità invece di Valore Aggiunto generato, l’uso di strumenti di IA Generativa libererà un totale di 5,4 miliardi di ore.

Ma non tutto è ora quello che luccica, giacchè l’Intelligenza artificiale generativa pone diversi rischi etico-sociali. Per questo dice lo studio è necessario avere un approccio più trasparenza, affidabilità, sicurezza ed equità. Dalla ricerca emerge come le aziende italiane si stiano avvicinando a queste tecnologie, cogliendone gli immediati benefici: 1 impresa su 2 ha già provato a utilizzare soluzioni di AI e il 70% di coloro che le hanno testate dichiarano di aver ottenuto vantaggi di produttività. Tra i principali ambiti di utilizzo evidenziati: il reperimento di informazioni (55%), assistenza virtuale (48%) ed efficientamento dei processi (47%). Tra le principali barriere per la piena adozione di queste tecnologie vengono evidenziate per il 72% delle imprese quello delle competenze e una preoccupazione sugli aspetti di privacy, sicurezza e affidabilità.

In questo nuovo contesto, aumentare le competenze digitali e digitalizzare le aziende è chiave.

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