Indipendenza energetica dal 2050 e possibili soluzioni: il convegno a Roma

da | 1 Mar 2024 | Voci dal territorio

Convegno a Roma, 29 Febbraio

Attori istituzionali e rappresentanti del mondo dell’impresa riuniti in un convegno a Roma, presso la Sala Regina di Montecitorio, per discutere, insieme, di una transizione ed indipendenza energetica compatibile con la stabilità del tessuto economico del Paese e l’individuazione di nuove fonti e tecnologie di approvvigionamento. Il convegno, dal titolo “Indipendenza energetica dal 2050. La parola alle imprese: come riuscirci”, si è svolto il 29 febbraio, su iniziativa del responsabile Energia di Forza Italia, Luca Squeri.

Ad aprire i lavori l’On. Paolo Barelli, Presidente Deputati Forza Italia, il Vice Presidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e Segretario Nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha evidenziato come la guerra in Ucraina ha portato l’Italia all’indipendenza energetica dalla Russia e che la strategia del Governo è di creare un grande hub energetico nel Sud Italia.

Per Tajani, per raggiungere il fine dell’autonomia, bisogna prendere decisioni ed è per questo che è in corso il dibattito sul nucleare e su come procedere. “Noi siamo favorevoli – ha aggiunto – non abbiamo paura della scienza anche perché ci dice che i rischi sono sempre minori. Non bisogna più costruire le centrali come in passato. Se dobbiamo fare una scelta energetica quella del nucleare non è inquinante. Di pari passo, però, bisognerà lavorare sulle rinnovabili, passando comunque dal gas, ha infine aggiunto.

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La parola alle imprese

Guardando al futuro per raggiungere l’obiettivo dell’indipendenza energetica fondamentale è provare a diversificare le fonti di approvvigionamento, così come sottolineato da Claudio Farina, Chief Strategy & Technology Officer di Snam, nel corso del dibattito.

Per Pier Lorenzo Dell’Orco, amministratore delegato di Italgas reti, a livello europeo bisogna stare molto attenti per combattere la visione abbastanza ideologica del ‘no gas, no combustibile fossile’. Per l’Ad di Italgas la transizione energetica va fatta ma deve essere giusta e devono trovare spazio un giusto mix di tecnologie. Per questo Italgas sta trasformando le sue reti in reti del futuro, totalmente digitali, pronte a ricevere nuovi gas, come il biometano.

A prendere la parola è poi Claudio Descalzi, amministratore delegato di ENI, che ha evidenziato come solo gli Stati Uniti possono dirsi indipendenti da un punto di vista energetico. “Siamo arrivati veramente con nodo al pettine: non abbiamo energia nostra e dobbiamo quindi essere molto più aperti: sì al nucleare, sì alle rinnovabili e sì al gas che stiamo usando e che non possiamo cancellarlo” ma dobbiamo “cercare di pulirlo”, ha evidenziato.

Ad essere strettamente correlata all’indipendenza energetica è la sicurezza di un Paese. Questo è quanto ribadito da Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato di Terna, che ha poi ricordato le opere che Terna ha pianificato e realizzerà (tra questi i grandi collegamenti sottomarini in territorio nazionale – Tyrrhenian Link e Adriatic Link –  e le interconnessioni con l’estero, come Grecia e Tunisia, che rappresentano le basi per un futuro sicuro e sostenibile del Paese. Per l’Ad di Terna per favorire la transizione energetica fondamentale sarà lavorare sulle infrastrutture della Rete, specie considerando le problematiche strettamente interconnesse con le rinnovabili, implementare best practices italiane all’estero e velocizzare i processi burocratici che contraddistinguono il nostro Paese.

Tra i relatori anche Nicolò Mardegan, Direttore Global External Relation Enel, che ha spiegato come nell’ultimo piano industriale della società si sono concentrati investimenti sulla rete elettrica, necessari per l’attuazione della transizione energetica, e sulle fonti rinnovabili.

A non considerare autarchia l’indipendenza energetica del nostro Paese è stato Fabrizio Fabbri, Amministratore Delegato Edison, che crede in “un mix bilanciato” e in “fonti energetiche il più possibile differenziate”, illustrando poi i progetti che Ansaldi, insieme al MASE e alla Farnesina, stanno portando avanti in Italia, oltre a quelli che si stanno realizzando sul tema del nucleare.

Anche per Alessandro Puliti, amministratore di Saipem, per raggiungere l’indipendenza energetica al 2050 bisognerà utilizzare tutte le tecnologie che abbiamo o a cui possiamo accedere”. Saipem, che è un grande general contractor – spiega – è presente in tutta la filiera dell’energia tradizionale, che è quella legata al settore oil e gas, ma negli scorsi anni ha spostato il proprio focus sulle fonti rinnovabili e siamo diventati fra i primi nella costruzione della fondazione per gli impianti eolici offshore, sia fissi che galleggianti.

È intervenuto poi il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin:le grandi imprese energetiche del nostro Paese ci portano a pensare ad un futuro di sicurezza molto diverso da quello in cui ci siamo trovati a seguito del conflitto in Ucraina e nel mezzo della transizione, che è appena iniziata ed è in corso. L’Italia possiede le conoscenze, le università e le imprese, ed è quindi in pole position per guardare al futuro. A noi, parte politica, spetta dare un quadro regolatorio”.

Seconda tavola rotonda

A seguire una seconda tavola rotonda che ha visto tra i relatori Renato Mazzoncini, amministratore di A2A, che ha ricordato come l’Italia è entrata nella situazione di crisi energetica post guerra con un livello di autonomia bassissimo, stimato al 22,5% contro una media europea del 39%. Abbiamo quindi sofferto più di altri Paesi. Stando alle stime, il livello massimo di autonomia energetica a cui il nostro Paese potrebbe arrivare e, è pari al 59%. Ad un livello del 100% è molto difficile che potremo arrivare, quindi serve una politica energetica europea. Senza una pianificazione europea difficilmente i Paesi Ue potranno essere competitivi su questo fronte”.

Convinto della diversificazione delle fonti e delle tecnologie, con uno sguardo attento alle tecnologie decarbonizzate, è l’Ad di Edison, Nicola Monti, che afferma che “se dobbiamo ragionare su un orizzonte al 2050 non dobbiamo pensare ad una tecnologia costante”, fondamentale dunque fare grandi investimenti nelle fonti rinnovabili convenzionali, come l’eolico e il fotovoltaico e puntare sulle nuove tecnologie.

Per l’amministratore delegato di Engie, Monica Iacono, invece “il processo verso l’indipendenza energetica non può non passare dalla decarbonizzazione” e bisogna puntare ad obiettivi ambiziosi ma fattibili con una ottimizzazione dei costi per gli utenti finali ed un piano ben definito che porti il Paese ad una sicurezza energetica, e quindi ad una indipendenza.

Ad intervenire è stato poi l’amministratore delegato di Renantis, Toni Volpe che ha ricordato l’importanza del decreto FER 2, spiegando che “è un elemento fondamentale per poter investire nel Paese: se non c’è un meccanismo competitivo di prezzo adeguato a quello che avviene in altri Paesi, come ad esempio nel Regno Unito, è molto probabile che gli investimenti andranno altrove, e quindi il tema dell’indipendenza energetica diventerà più difficile”.

Angelo Baronchelli, Amministratore delegato Gruppo AB, si è invece soffermato sulle potenzialità del biometano e biogas e sulla necessità – in una fase come quella attuale di ripartenza del settore – di poter contare su una legislazione di lungo periodo per effettuare progetti e investimenti strutturali.

A parlare di nucleare è stato Stefano Buono, amministratore delegato di Newcleo, esempio della transizione del settore nucleare, “la quarta generazione e il riciclo del combustibile nucleare possono dare una forte indipendenza energetica. Di per sé, il nucleare crea indipendenza energetica, perché quando si crea un reattore nucleare, il combustibile verrà conservato per decine di anni”.

A seguire gli interventi di Paolo Giarda, Responsabile energie rinnovabili Carbotermo, che ha insistito sul coinvolgimento di una pluralità di soggetti per mettere a terra possibili soluzioni per risolvere il tema della transizione energetica e sulle opportunità delle biomasse a livello europeo, e di Riccardo De Salvo, Direttore Tecnico Ultra Safe Nuclear Italia.

Infine, l’amministratore delegato di ERG, Paolo Luigi Merli ha spiegato che “il piano è continuare ad accrescere il nostro portafoglio di attività per contribuire al processo di decarbonizzazione, e quindi di transizione energetica in tutti i Paesi in cui operiamo, inclusa ovviamente l’Italia, che è e resta il nostro Paese di riferimento. Abbiamo dei progetti di repowering, soprattutto sull’eolico, per smantellare gli impianti esistenti, che furono installati 15-20 anni fa, e sostituirli con tecnologia di nuovissima generazione. Sfruttando le nuove tecnologie potremo raddoppiare circa la capacità installata e a triplicare circa la produzione”.

Scarica la locandina dell’evento

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