Incentivi fiscali, potenziamo i controlli ma non modifichiamo l’attuale meccanismo

da | 24 Gen 2022 | Il punto

L’ approvazione del principio contenuto nel decreto sostegni ter che, se confermata, limiterebbe la cessione del credito, rischia di mettere la parola fine al mercato degli incentivi fiscali, volano principale della forte crescita del Pil cui stiamo assistendo.

Sulla capacità di far funzionare i diversi meccanismi -Superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni- si gioca, infatti, la credibilità del Paese. Le misure sono infatti state pensate per dare nuovo impulso all’edilizia favorendo la sostenibilità: strumenti che, come nel caso del Superbonus al 100%, consentono di effettuare lavori antisismici e di efficientamento energetico ottenendo una detrazione superiore alla somma spesa o lo sconto totale in fattura cedendo il credito di imposta. Quindi case più sicure, virtuose ed efficienti, senza nessun esborso. Ma per consentire ai diversi incentivi di sviluppare tutto il loro potenziale è necessario evitare di cambiare le carte in tavola mentre si sta giocando. Il principio contenuto nel Dl sostegni ter, se approvato, renderebbe di fatto inapplicabile l’opzione dello sconto in fattura, da parte di tutti coloro che sulla base dell’ultima legge di bilancio hanno pianificato investimenti e opere.

Se è certamente giusto l’obiettivo di contrastare le frodi, è indispensabile farlo senza colpire continuamente migliaia di professionisti, cittadini e imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che se il provvedimento dovesse essere approvato così come illustrato in Consiglio dei ministri, dovranno rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato.

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Limitare e ostacolare la cessione del credito avrà come unico effetto quello di minare seriamente il rilancio economico del Paese. Non solo, continuare a ritenere che la lotta ai comportamenti distorsivi debba essere fatta attraverso l’incremento delle norme e delle conseguenti procedure burocratiche, anziché attraverso semplificazioni e controlli adeguati, non è proprio di un Paese che vuole vincere la sfida dell’innovazione dello Stato.

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