Il Cdm, in attuazione della legge 27 ottobre 2023 n. 160, ha approvato il d.lgs. definitivo di riordino
Il Consiglio dei Ministri, nella riunione dello scorso 22 giugno 20226, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che riforma il sistema degli incentivi alle imprese, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il provvedimento – si legge sul sito del MIMIT – dà attuazione alla legge delega del 27 ottobre 2023, n. 160, e rappresenta un tassello centrale nel processo di semplificazione e razionalizzazione delle misure di sostegno al tessuto produttivo nazionale. Il cuore della riforma riguarda gli incentivi di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy, la cui offerta viene concentrata su cinque strumenti principali: il Fondo per la crescita sostenibile, esteso e rafforzato; il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; il Fondo di sostegno al venture capital, noto anche come Fondo nazionale per l’innovazione; la misura “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, dedicata agli investimenti in macchinari e tecnologie; e gli incentivi per il settore dell’aerospazio
«Un sistema di incentivi più semplice significa maggiori opportunità per le imprese che investono e innovano», ha dichiarato il ministro Urso. «Con questo decreto proseguiamo il percorso di riforma avviato con il Codice degli incentivi, rispettando gli impegni assunti nell’ambito del PNRR e ponendo le basi per completare il riordino degli strumenti di sostegno con la prossima Legge di Bilancio».
La riforma si sviluppa lungo due direttrici principali. Da un lato, l’armonizzazione della normativa attraverso il nuovo Codice degli incentivi alle imprese, entrato in vigore il 1° gennaio 2026; dall’altro, il riordino e la razionalizzazione delle misure gestite dalle amministrazioni statali, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficace e facilmente accessibile.
Come noto, l’intervento rientra tra le riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), su richiesta della Commissione europea. Secondo il Governo, il completamento della riforma permetterà di costruire un sistema di incentivi più trasparente, coerente e orientato ai risultati, garantendo al contempo la piena tutela delle risorse destinate alle imprese e la continuità degli strumenti a sostegno degli investimenti, della competitività e della crescita del sistema produttivo italiano.










