Con l’entrata in vigore della legge 88/2026 scattano nuove regole fiscali per tecnici incaricati dalla PA: la verifica resta, ma il taglio delle parcelle scatta solo oltre una soglia minima di debito
Dal 15 giugno 2026 cambiano le modalità con cui le pubbliche amministrazioni gestiscono i pagamenti dei compensi ai professionisti tecnici in presenza di irregolarità fiscali. La conversione del Decreto Fiscale 38/2026 (art.2-ter legge 88/2026) introduce una soglia minima di rilevanza: la decurtazione delle parcelle non opera più per qualsiasi cartella esattoriale, ma solo se il debito complessivo supera i 5.000 euro. Una correzione che riduce gli effetti penalizzanti per inadempienze di lieve entità e rende più proporzionato il meccanismo di compensazione.
La novità introdotta dal Decreto Fiscale 2026
Con la legge di conversione del DL 38/2026, il legislatore interviene sulla disciplina dei controlli fiscali nei pagamenti dovuti ai professionisti incaricati dalle pubbliche amministrazioni. A partire dal 15 giugno 2026, la riduzione del compenso professionale non potrà più essere applicata in presenza di cartelle esattoriali di importo minimo, ma solo quando il debito fiscale complessivo raggiunge almeno i 5.000 euro.
La modifica all’art. 48-bis del DPR 602/1973
La novità opera tramite la riscrittura dell’art. 48-bis, comma 1-ter, del DPR 602/1973. In particolare, viene eliminato il riferimento alle cartelle “di qualunque ammontare”, sostituendolo con una soglia quantitativa precisa. Ne deriva che l’obbligo di trattenuta del compenso scatta esclusivamente in presenza di inadempienze fiscali di importo significativo.
Verifiche fiscali: cosa resta invariato
Le amministrazioni pubbliche continueranno a effettuare le verifiche di regolarità fiscale prima di procedere al pagamento di compensi superiori a 5.000 euro. Tuttavia, l’esito negativo del controllo non comporterà automaticamente la decurtazione della parcella: la trattenuta sarà legittima solo se il professionista risulta debitore per un importo complessivo pari o superiore alla soglia fissata dalla norma.
Pagamenti e compensazione dei debiti
In presenza di debiti fiscali rilevanti, l’ente pubblico non sospenderà integralmente il pagamento, ma tratterrà esclusivamente la somma necessaria a coprire l’inadempienza. L’importo corrispondente verrà versato direttamente all’agente della riscossione, mentre l’eventuale quota residua del compenso sarà regolarmente liquidata al professionista.
Superamento delle rigidità precedenti
La nuova disciplina attenua l’impostazione più severa introdotta con la normativa previgente, che esponeva i tecnici al rischio di blocco dei pagamenti anche per irregolarità fiscali marginali. Con la soglia dei 5.000 euro, le inadempienze di modesta entità non incidono più sugli onorari professionali, ristabilendo un equilibrio tra tutela dell’erario e diritto al compenso.
Impatti operativi per i professionisti tecnici
Per ingegneri, architetti e altri professionisti che operano per la PA, la riforma riduce l’incertezza finanziaria legata a piccoli arretrati fiscali. Il sistema resta improntato al controllo, ma introduce un criterio di proporzionalità che limita il taglio delle parcelle ai soli casi di effettiva e significativa morosità.









