Inail: più infortuni ma meno morti sul lavoro

da | 1 Dic 2022 | Tutela e sicurezza

I dati Inail sui primi dieci mesi del 2022. Ancora presente l’effetto Covid

In crescita, anche in maniera consistente (+ 32,9%) gli infortuni sul lavoro ma calano (- 10,6%) quelli che hanno portato al decesso. Questo il titolo principale del report pubblicato dall’Inail sull’andamento di infortuni e malattie professionali nei primi 10 mesi del 2022. I numeri però, come spiega lo stesso istituto, potrebbero essere ancora influenzati dalla pandemia: “Il confronto tra i primi 10 mesi 2021-2022 potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto al trend che si delineerà nei prossimi mesi. Per un’analisi più indicativa dell’andamento infortunistico, infatti, sarà necessario attendere un lasso di tempo maggiore, anche per tener conto di eventuali ritardi nelle denunce di infortunio, in particolare di quelle con esito mortale e da contagio da Covid-19”, si legge nella nota dell’Istituto.

In generale, le  denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di ottobre sono state 595.569, in aumento del 32,9% rispetto alle 448.110 dei primi 10 mesi del 2021 (+41,3% rispetto alle 421.497 del periodo gennaio-ottobre 2020 e +11,5% rispetto alle 534.314 del periodo gennaio-ottobre 2019). Crescono sia i casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 385.707 del 2021 ai 522.147 del 2022 (+35,4%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 17,7%, da 62.403 a 73.422. L’incremento ha riguardato tutte le tipologie di lavoratori; infatti, è legato sia alla componente femminile, che registra un +54,3% (da 159.524 a 246.162 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +21,1% (da 288.586 a 349.407). L’incremento ha interessato poi sia i lavoratori italiani (+34,9%), sia quelli extracomunitari (+24,8%) e comunitari (+20,6%). Dall’analisi per classi di età emergono inoltre incrementi generalizzati in tutte le fasce. Quasi la metà dei casi confluisce nella classe 40-59 anni.

Numeri migliori, come detto, per quanto riguarda le denunce di infortunio con esito mortale. Nei primi dieci mesi dell’anno sono state 909, 108 in meno rispetto allo stesso periodo del 2021 quando erano state 10.17 (-10,6%), “sintesi di un decremento delle denunce osservato nel quadrimestre gennaio-aprile (-32,5%) e di un incremento tra maggio e ottobre (+11,7%), nel confronto tra i due anni”, fanno sapere dall’Inali. Si registrano 127 casi in meno rispetto al periodo gennaio-ottobre 2020 (1.036 decessi) e 13 in più rispetto al periodo gennaio-ottobre 2019 (896 decessi).

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Infine, le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 10 mesi del 2022 sono state 50.013, in aumento di 4.618 casi (+10,2%) rispetto allo stesso periodo del 2021 (13.394 casi in più, per un incremento percentuale del 36,6%, rispetto al pari periodo del 2020, e 1.042 casi in meno, con una riduzione del 2,0%, rispetto al periodo gennaio-ottobre 2019).

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