mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Inail: nei primi 3 mesi del 2022 + 2,2% morti sul lavoro

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Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e marzo sono state 194.106, con un aumento del 50,9% rispetto allo stesso periodo del 2021 e del 48,3% rispetto alle 130.905 di gennaio-marzo 2020; mentre le denunce di incidenti con esito mortale nel primo trimestre sono state 189 (+2,2%).

Lo rileva l’Istituto, rendendo disponibili  nella sezione “Open data” del sito i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di marzo, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro che si celebra il 28 aprile 2022, spiegando che si tratta di dati provvisori che richiedono “cautele”. Il dato si confronta con un periodo di restrizioni. In particolare – si legge – rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Pertanto, per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2022.

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I dati rilevati al 31 marzo evidenziano a livello nazionale per il primo trimestre di questo nuovo anno un incremento delle denunce di infortunio, rispetto al pari periodo del 2021, sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 115.286 del 2021 ai 176.545 del 2022 (+53,1%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto registrare un aumento del 31,2%. A marzo 2022 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha fatto segnare un +46,6% nella gestione Industria e servizi; un -0,4% in Agricoltura e un +109,1% nel Conto Stato. Incrementi che si osservano in tutti i settori produttivi con particolare rilevanza nei Trasporti e magazzinaggio (+166,9%), nella Sanità e assistenza sociale (+110,4%) e nell’Amministrazione pubblica (+73,8%). Stesso discorso vale per l’analisi territoriale.

Le denunce, infatti, sono ben distribuite in tutte le aree del Paese: più consistenti nel Sud (+64,3%), seguite da Nord-Ovest (+63,4%), Isole (+60,7%), Centro (+51,3%) e Nord-Est (+31,8%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+116,2%), la Liguria (+85,3%) e il Lazio (+73,8%). L’aumento che emerge dal confronto di periodo tra il 2022 e il 2021 è legato sia alla componente femminile, che registra un +72,9% (da 51.550 a 89.130 denunce), sia a quella maschile, che presenta un +36,1% (da 77.121 a 104.976). Inoltre, – si evince dal report – l’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+54,6%), che quelli extracomunitari (+35,1%) e comunitari (+25,6%).

Per quanto riguarda le denunce di infortunio con esito mortale presentate entro il mese di marzo, queste sono state 189, quattro in più rispetto alle 185 registrate nel primo trimestre del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 del periodo gennaio-marzo 2020. A livello nazionale i dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno evidenziano, pur nella provvisorietà dei numeri, un incremento per il primo trimestre del 2022 rispetto al pari periodo del 2021 solo dei casi in itinere, passati da 31 a 51, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono scesi da 154 a 138. Un aumento che ha riguardato solo l’Industria e servizi e l’Agricoltura e che ha interessato soprattutto il Centro Italia  (da 34 a 45); solo sette casi in più nelle Isole (da 8 a 15), tre nel Nord-Est (da 38 a 41) e  due nel Nord-Ovest (da 47 a 49); mentre il Sud registra un calo  (da 58 a 39). Aumento legato solo alla componente femminile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 14 a 24 e che ha interessato maggiormente gli under under 40 (da 34 a 49 casi).

Il report dell’Inail si sofferma poi sulle denunce di malattia professionale nel primo trimestre 2022: pari a 14.517, in aumento di 934 casi rispetto allo stesso periodo del 2021 (+6,9%) e di 416 casi rispetto al pari periodo del 2020 (+3,0%). In ottica di genere si rilevano 908 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 9.909 a 10.817 (+9,2%), e 26 in più per le lavoratrici, da 3.674 a 3.700 (+0,7%). Nel complesso, l’incremento ha interessato le denunce dei lavoratori italiani (passate da 12.576 a 13.477, pari a +7,2%) e dei comunitari, da 320 a 382 (+19,4%), mentre quelle degli extracomunitari risultano in calo (da 687 a 658, -4,2%).

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