venerdì, 30 Settembre 2022
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In Sardegna gli stati generali per rilanciare la chimica verde

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Politica, sindacati e imprese riuniti per rilanciare la chimica verde e spingere sull’attuazione di provvedimenti approvati da anni ma ancora non del tutto operativi. Fondamentale far ripartire gli investimenti e non perdere l’occasione data dal Pnrr per lo sviluppo del settore, in particolare nella zona di Porto Torres. Sono i principali spunti emersi lo scorso 14 marzo, a Sassari, in Sardegna, durante gli stati generali della chimica verde. Una manifestazione che ha visto la presenza di oltre 60 sindaci e consiglieri, dei sindacati e delle principali aziende del settore.
Uno degli argomenti trattati durante la kermesse in Sardegna è stato l’attuazione del protocollo di intesa sulla chimica verde, approvato dalla presidenza del Consiglio dei ministri ormai più di dieci anni fa (nel 2011) e ancora non del tutto attuato. Al centro del progetto la riconversione degli impianti industriali ex Enichem di Porto Torres in un nuovo centro dedicato allo sviluppo e alla crescita della chimica bio-sostenibile. Dovevano essere costruiti 11 impianti ma, ad oggi, ne risultano in piedi soltanto due.

La situazione è da tempo discussa e contestata nella regione. Le sigle sindacali hanno indetto un ultimo sciopero lo scorso 3 marzo per cercare di sbloccare l’impasse; la protesta ha poi portato alla convocazione degli stati generali del 14 marzo. Contestati i cambi di decisione presi dall’Eni negli anni, con la richiesta dei sindacati di avere chiarezza e tempi certi. A gennaio, sulla pagina Facebook della Cgil sarda, fu pubblicato un post molto acceso nei confronti del presidente della regione Christian Solinas, reo di fornire presunti alibi all’Eni. Nel post, in particolare, si parlava delle bonifiche della falda inquinata a Porto Torres. “Le bonifiche”, si legge sul social, “sono in corso da anni e lo saranno ancora a lungo, ma questo non ha nulla a che vedere con la realizzazione del progetto sulla chimica verde vergognosamente in stallo. Quando Solinas”, affermano ancora dalla Cigl, “in riferimento alle bonifiche, dichiara che la pazienza è terminata e non è più accettabile attendere ulteriormente, genera confusione facendo intendere che solo dopo la sentenza verranno avviate le bonifiche ma soprattutto, sconcerta quando, di fatto, acconsente ulteriori rinvii da parte di Eni sulla realizzazione di investimenti e impianti sulla chimica verde”.

Secondo i sindacati, quindi, non ci sono reali freni alla partenza del progetto, se non la mancanza di volontà e, ovviamente, dei soldi per realizzarlo. Da questo punto di vista, come accennato, il Pnrr rappresenta una grande opportunità, almeno a sentire le sigle confederali. Dalla Cisl, in particolare, l’appello a non sprecare l’occasione e a utilizzare i fondi per realizzare quella serie di investimenti attesi ormai da oltre dieci anni nella regione.

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