Il relatore Rastrelli (FdI) ha avuto il mandato; novità sul tirocinio pagato
È, oramai, questione di giorni, affinché il disegno di legge delega per il riordino degli ordinamenti di 15 categorie, fra cui quella dei periti industriali e dei periti industriali laureati (1663), approdi nell’Aula del Senato per essere votato in prima lettura, dopo che è stato conferito il mandato al relatore, l’esponente di FdI Sergio Rastrelli.
E sono state esaminate tutte le proposte di modifica nella Commissione Giustizia. Il riordino delle regole per l’attività svolta, oltre che di periti industriali, da agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, consulenti in proprietà industriale, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, spedizionieri doganali e tecnologi alimentari è, pertanto, pronto nell’arco dei prossimi giorni a sbarcare nell’assemblea di Palazzo Madama a poco meno di un anno dal via libera al provvedimento da parte del Consiglio dei ministri del 4 settembre del 2025.
Ma quali sono le principali correzioni apportate al testo?
Anzitutto,(vale la pena ricordarlo), il testo prevede che il governo emani una serie di decreti attuativi, esercitando così la delega per la revisione dei criteri e delle caratteristiche delle 15 professioni regolamentate.
Una, in particolare, appare poi rilevante per la componente giovanile: il tirocinio per l’accesso alle professioni ordinistiche si avvicina a un riconoscimento economico più chiaro, visto che un emendamento licenziato nella II Commissione introduce il rimborso delle spese sostenute dal praticante per conto dello studio e apre alla possibilità di un’indennità, o di un compenso collegati all’attività svolta.
In sintesi, il testo mette »nero su bianco» il rimborso delle spese sostenute dal tirocinante per conto dello studio, oppure del professionista ospitante, la possibilità di riconoscere un’indennità, o un compenso per l’attività svolta durante la pratica, la richiesta di un apposito contratto per disciplinare il riconoscimento economico e la commisurazione dell’importo all’effettivo apporto professionale dato nell’esercizio delle prestazioni, nonché l’esclusione degli Enti pubblici dalla previsione su indennità e compenso.
A seguire, per stimolare sempre più l’ingresso nel mercato libero-professionale delle «nuove leve», una proposta di modifica su cui è stato acceso il «semaforo verde» mira a rimuovere gli ostacoli previdenziali che frenano lo sviluppo delle aggregazioni, in particolare sul fronte delle Società tra professionisti (Stp), con l’obiettivo di superare l’attuale meccanismo che in molte Casse pensionistiche private genera una duplicazione del contributo integrativo a causa della doppia fatturazione, prima dalla Stp verso il cliente poi dal socio professionista alla Società, pur trattandosi della medesima prestazione professionale.
Infine, mentre il «restyling» delle regole delle 15 categorie va verso l’Aula del Senato, la Commissione Giustizia ha terminato l’esame degli emendamenti alla riforma forense, arrivata a Palazzo Madama in seconda lettura.









