Imballaggi, cambia la normativa Ue

da | 17 Mag 2024 | Chimica

Ok alle nuove norme su riduzione, riuso e riciclo

Affrontare il crescente problema degli imballaggi e uniformare le leggi del mercato interno, in modo da promuovere l’economia circolare. Con alcune polemiche, però, sul riciclo chimico. È il quadro tracciato dal nuovo regolamento comunitario, normativa UE, sugli imballaggi, approvato con 476 voti favorevoli dal Parlamento europeo lo scorso 24 aprile.

Le norme, frutto di un accordo provvisorio con il Consiglio, comprendono obiettivi di riduzione degli imballaggi (del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040) e impongono ai Paesi Ue di ridurre in particolare i rifiuti di imballaggio in plastica. Per limitare gli sprechi, è stata stabilita una proporzione massima di spazio vuoto del 50% che si applicherà agli imballaggi multipli e a quelli per il trasporto e per il commercio elettronico. In aggiunta, fabbricanti e importatori dovranno garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano ridotti al minimo.

Alcuni specifici imballaggi saranno vietati a partire dal 1° gennaio 2030. Tra questi, spiegano dal Parlamento, gli imballaggi per frutta e verdura fresche non trasformate e per i cibi e le bevande consumati in bar e ristoranti, le monoporzioni (ad esempio condimenti, salse, panna da caffè e zucchero), i piccoli imballaggi monouso utilizzati negli alberghi e le borse di plastica in materiale ultraleggero al di sotto dei 15 micron.

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Con le nuove norme, “tutti gli imballaggi (ad eccezione di legno leggero, sughero, tessuti, gomma, ceramica, porcellana e cera) dovranno essere riciclabili sulla base di criteri rigorosi. Le misure comprendono anche obiettivi sul contenuto minimo riciclato per gli imballaggi di plastica e obiettivi minimi di riciclaggio in termini di peso per i rifiuti di imballaggio”, si legge sul sito della Commissione. Infine, entro il 2029, il 90% dei contenitori in metallo e plastica monouso per bevande fino a tre litri dovranno essere raccolti separatamente mediante sistemi di deposito cauzionale e restituzione o altre soluzioni che consentano di raggiungere l’obiettivo di raccolta.

Le nuove regole stanno facendo discutere da mesi. Oltre alle polemiche sollevate dal comparto produttivo, anche dal mondo dell’economia circolare arrivano alcune critiche. Come quella pubblicata sul sito Economiacircolare.com, che mette l’accento su una presunta promozione del riciclo chimico da parte del Parlamento europeo “anche a rischio di opacità e greenwashing”. Prima di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Ue ed entrare in vigore, l’accordo dovrà essere approvato formalmente anche dal Consiglio.

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