Il Pnrr traina l’occupazione. Ma le imprese non trovano i profili adeguati

da | 1 Feb 2022 | In evidenza

Competenze digitali e in chiave green cercasi. Se è vero che il 60% delle imprese ha programmato assunzioni per il 2021, lo ha fatto cercando soprattutto profili di questo tipo. Secondo l’ultimo bollettino Excelsior, targato Anpal e Unioncamere  driver principali delle trasformazioni in atto, sono proprio le competenze digitali (il 71% delle imprese hanno investito in trasformazione digitale lo scorso anno) e la transizione verso un’economia più sostenibile (il 53% investono in competenze green), i due grandi temi su cui punta il Pnrr.

Il report fotografa una ripresa dell’occupazione in linea con la spinta economica: il flusso di assunzioni previsto nel 2021 si è attestato a circa 4,6 milioni di unità, +0,5 punti rispetto al periodo pre-pandemia. Ma, nello stesso tempo, sono cresciute anche le difficoltà nel reperire le professionalità giuste, con quel noto disallineamento tra domanda e offerta balzato al 32,2%, quasi sei punti in più rispetto al 2019, dovuto essenzialmente a due fattori: la mancanza di candidati e la preparazione non adeguata alle rinnovate esigenze del mondo imprenditoriale.

La necessità di adattarsi rapidamente al mutato scenario della ripresa economica che ha caratterizzato il 2021 ha, infatti, modificato la domanda delle imprese con un consistente aumento delle difficoltà nel reperire i profili professionali ricercati, riguardando circa 1/3 delle entrate programmate (32,2%). Un incremento di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2019 determinato in particolare dalla mancanza di candidati, nel 16,2% dei casi (+3,6 punti percentuali), mentre la preparazione non adeguata riguarda il 12,8% delle difficoltà (+1,7 p.p.).

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Ma la ripresa del mercato del lavoro sta coincidendo con un’impennata del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che interessa ormai tutta l’industria, con il rischio, sempre più concreto, di frenare la crescita. Emblematico è il caso delle costruzioni dove, nonostante la forte ripresa occupazionale, si fatica a reperire personale: 64mila figure introvabili in più rispetto al 2019. Più della metà (16 su 30) delle professioni con più elevata difficoltà di reperimento sono operai specializzati nell’ambito industriale ma anche nell’ambito dei servizi (installatori e manutentori di apparecchiature informatiche, specializzati nell’installazione e riparazione di apparati di Tlc). Si cercano con il lumicino anche gli ingegneri, specie elettrotecnici, così come i profili dei diplomati in meccanica, meccatronica ed energia. In pratica chiude il rapporto, quelle specializzazioni più aderenti alle transizioni cui la pandemia ha imposto un ‘accelerazione, come digitalizzazione e automazione, ricerca e tecnologie e riqualificazione e risparmio energetico.

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