I numeri dal sottosegretario Alessio Butti. Ora una road map per il dopo Piano
Per il Pnrr è tempo di bilanci.
Il 30 giugno 2026 si è infatti chiusa, almeno formalmente, la fase operativa del Piano nazionale di ripresa e resilienza, un acronimo ormai entrato nella nostra quotidianità. Tra obiettivi raggiunti e traguardi mancati, una certezza sembra emergere: la pubblica amministrazione sarà più digitale. A dimostrarlo sono i dati illustrati dal sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’innovazione, Alessio Butti, sulle migrazioni in cloud delle amministrazioni italiane. Tre quarti degli enti del paese hanno infatti completato il trasferimento delle proprie infrastrutture, rendendo più semplice ed efficace il rapporto tra cittadini e Pa. Un passo avanti su uno dei nodi storici del sistema Italia.
Un risultato rivendicato con soddisfazione dallo stesso Butti: «Il raggiungimento degli obiettivi europei sul cloud certifica la trasformazione delle infrastrutture digitali del nostro paese. Questo traguardo rafforza la qualità e la sicurezza di oltre 135 mila servizi pubblici digitali per cittadini e imprese». E ancora: «Con questo risultato l’Italia si pone tra i Paesi europei più avanzati nella protezione dei dati della pubblica amministrazione. Un contributo fondamentale è arrivato dalla creazione del Polo strategico nazionale, l’infrastruttura ad alta affidabilità che ha consentito a oltre 280 amministrazioni centrali e strutture sanitarie di migrare dati e servizi, a partire da quelli critici e strategici, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza».
Tra i principali motori della trasformazione c’è proprio il Polo strategico nazionale (Psn). Tutte le amministrazioni centrali hanno completato il passaggio alla nuova infrastruttura, che consente di operare su ambienti cloud qualificati, con elevati standard di sicurezza e continuità operativa, migliorando l’efficacia dei processi decisionali e la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. Nel computo rientrano ministeri, agenzie, autorità indipendenti e oltre 280 amministrazioni, comprese Asl e aziende ospedaliere.
Ancora più significativo il dato relativo agli enti territoriali: oltre 12.700 tra comuni, province e scuole sono entrati nell’era del cloud, mettendo a disposizione dei cittadini più di 135 mila servizi pubblici digitali «semplici, accessibili e sicuri».
Il lavoro, però, non si esaurisce con la conclusione formale del Pnrr. La vera sfida sarà garantire continuità ai progetti avviati e consolidarne i risultati. Lo stesso Butti ha sottolineato la necessità di reperire nuove risorse per completare gli interventi già avviati. Un obiettivo tutt’altro che semplice: i margini di bilancio restano limitati e questa legislatura avrà a disposizione soltanto un’ultima legge di bilancio. Tra le priorità del governo ci sarà quindi inevitabilmente anche la gestione del dopo Pnrr.














