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Il patrimonio delle Casse dei professionisti è giunto a quota 125,1 miliardi (+9,8)

da | 27 Nov 2025 | La voce delle professioni

Relazione della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) sul 2024

Salgono (anche) nel 2024 le risorse della previdenza privata e privatizzata, in Italia: al 31 dicembre scorso, infatti, l’attivo totale a valori di mercato delle Casse dei professionisti «totalizza 125,1 miliardi, rispetto ai 114 miliardi del 2023, il 9,8% in più», in uno scenario nel quale, negli ultimi dieci anni la dimensione del comparto s’è ampliata di «53,2 miliardi, pari in media al 5,7% su base annua», e «sullo stesso orizzonte temporale è aumentato anche il corrispondente peso rispetto al Pil, salito dal 4,4 al 5,7%».

A renderlo noto il presidente della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, Mario Pepe, che ha presentato, nella sala del Refettorio della Camera, a Palazzo San Macuto, a Roma, la relazione sulla «performance» dell’annualità passata; il testo specifica che le Casse di cosiddetta «vecchia generazione» (disciplinate dal decreto legislativo 509 del 1994) che assommano il 75,7% dell’attivo globale, in crescita rispetto al 70,6% di dieci anni fa. Nel dettaglio, all’Enpam (medici e odontoiatri) fa capo il 23,6%, seguono Cassa forense (avvocati) con il 18,5%, Inarcassa (ingegneri e architetti) con il 13,5%, Cdc (dottori commercialisti) con l’11,8% ed Enasarco (agenti di commercio e consulenti finanziari) con l’8,3%, laddove, segnala la Commissione, i primi tre Enti privati «concentrano il 55,7% del totale rispetto al 51,8% di fine 2014».

Gli Istituti pensionistici più grandi (da circa 350.000 a 74.000 professionisti associati) «mostrano anche tassi di crescita dell’attivo superiori a quello generale». Il saldo previdenziale delle Casse private dei professionisti, va avanti il testo, «rispetto a una platea complessiva di 1,746 milioni di iscritti e 533.000 pensionati, ha totalizzato 4,4 miliardi contro i 3,7 del 2023», e «a fronte di 14,2 miliardi (erano 12,7 l’anno prima) di contributi incassati, sono state erogate prestazioni per 9,8 miliardi (erano 9 nel 2023)». Gli investimenti domestici delle Casse private «ammontano a 48,1 miliardi, il 38,4% delle attività, percentuale in diminuzione di 0,2 punti percentuali, al confronto col 2023», e rimangono «predominanti gli investimenti immobiliari (17,2 miliardi, il 13,7% delle attività totali) e i titoli di Stato (15,5 miliardi, il 12,4% delle attività totali)». E, a fine 2024, l’immissione di risorse del comparto «in titoli di imprese italiane è di 9,6 miliardi, pari al 7,6% dell’attivo totale, di cui 8,7 miliardi costituiti da azioni (1,9 miliardi rappresentativi di quote del capitale della Banca d’Italia) e 900 milioni da obbligazioni».

Esaminando, poi, la destinazione dei beni degli Enti dei professionisti, recita il documento, si osserva come «le quote di Oicr (Organismi di investimento collettivo del risparmio) costituiscono la componente maggioritaria dell’attivo totale: 67,2 miliardi, pari al 53,7% globale, di cui 36,9 miliardi formate da Oicvm (Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari), e 30,3 miliardi da altri Oicr (16,7 miliardi sono quote di fondi immobiliari)». Inoltre, «i titoli di debito ammontano a 26,7 miliardi, di cui 20,7 di titoli di Stato ed i titoli di capitale sono pari a 10,4 miliardi».

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