Il governo di Giorgia Meloni prende il largo, sfide (imminenti) sul «caro-energia» e anche sul lavoro autonomo

da | 24 Ott 2022 | In evidenza

Il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Debutta in un (vorticoso) fine settimana di ottobre il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E, subito, si traccia una linea di continuità (operativa) sui fronti «caldi» dell’attuale fase storica con il predecessore, Mario Draghi. C’è stata, infatti, ieri, un’ora e mezza di colloquio, fra i due, per quel passaggio di consegne «ordinato» che il premier uscente ha preparato con cura, cui è seguito l’avvio dello studio dei dossier, soprattutto quello urgentissimo dell’energia, tanto che nel primo Consiglio dei ministri è arrivato l’annuncio che l’ex ministro tecnico Roberto Cingolani resterà con una consulenza (gratuita), per favorire la transizione – e per preparare il debutto internazionale di Meloni con il faccia a faccia con il numero uno della Francia Emmanuel Macron, che è avvenuto ieri sera, a Roma. Si è trattato, recitava una nota della novella inquilina di Palazzo Chigi, di «un cordiale e proficuo confronto», nel quale sono stati discussi tutti i principali capitoli europei: la necessità di dare risposte veloci e comuni sul «caro-energia», il sostegno all’Ucraina ad oltre 8 mesi dall’avvio del conflitto con la Russia, la difficile congiuntura economica e la gestione dei flussi migratori. «I presidenti di Italia e Francia hanno convenuto sulla volontà di proseguire con una collaborazione sulle grandi sfide comuni a livello europeo, e nel rispetto dei reciproci interessi nazionali», si leggeva, ancora.

Fondamentale, per Meloni, sarà cimentarsi a breve sul «nodo» del «tetto» al prezzo del gas, che all’ultimo Consiglio europeo ha allontanato l’asse Parigi-Berlino. E, contro la scelta della Germania di andare avanti da sola, con lo scudo da 200 miliardi, peraltro, la presidente del Consiglio italiano si era schierata subito, utilizzando quasi le stesse parole del suo predecessore a Palazzo Chigi, Draghi. E già si guarda all’agenda: c’è il prossimo G20 di Bali, a metà novembre, che potrebbe essere anche l’occasione per un primo faccia a faccia con Joe Biden, e dove la premier italiana debutterà tra i Grandi della Terra tra le pochissime donne, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen, nella tradizionale foto di famiglia. Un esordio che potrebbe essere anticipato di una settimana, se la presidente del Consiglio decidesse di volare a Sharm El Sheik, per partecipare a Cop27, la Conferenza Onu sul clima. Sui tavoli europei, a seguire, Meloni è, invece, attesa il 15 dicembre, per la due giorni del Consiglio europeo di fine anno.

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Il comparto del lavoro libero-professionale

Il comparto del lavoro libero-professionale, inoltre, guarda con interesse al neoministro del Lavoro, già guida del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e del Comitato unitario delle professioni (uno degli organismi che, insieme alle Rete delle professioni tecniche, di cui fanno parte i periti industriali, raccoglie gli Ordini di varie categorie) Marina Calderone: «Sono onorata e orgogliosa di poter mettere il mio impegno a disposizione del Paese. Il momento che stiamo vivendo necessita di soluzioni frutto di un rinnovato dialogo sociale. In questo momento, è importante favorire il confronto affinché si possano trovare soluzioni condivise a beneficio del mondo delle imprese, dei lavoratori dipendenti e autonomi e, più in generale, di un mondo del lavoro sempre più inclusivo, contrastando forme di disuguaglianza e povertà», sono state le sue parole dopo il giuramento al Quirinale. Con un atteso (ma non scontato) riferimento agli occupati indipendenti.

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