Il governo alle prese col Pnrr (e con la visita dell’Ue), nel giorno della scomparsa di Silvio Berlusconi

da | 12 Giu 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

L’Italia attende l’arrivo dei fondi europei, mentre si avvicina la scadenza di modifica

L’Italia aspetta la terza «tranche» di risorse europee per sovvenzionare il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (una rata dell’ammontare di 21,8 miliardi di euro), mentre si avvicina la scadenza di fine agosto per la modifica dell’iniziativa, che il governo di Giorgia Meloni ha fatto sapere di voler presentare, integrando il RePowerUe. E, intanto, questa mattina, l’ex presidente del Consiglio e fondatore e leader di Fi Silvio Berlusconi si è spento per l’aggravamento delle sue condizioni di salute, all’ospedale «San Raffaele» di Milano, a 86 anni. Una scomparsa, quella dell’uomo politico ed imprenditore, che verosimilmente segnerà in maniera significata lo sviluppo della sua area di riferimento (ora maggioranza), il centrodestra.

Quanto al Pnrr, il ministro incarico di occuparsi del progetto, quello per la Coesione e il Sud Raffaele Fitto, nelle ultime ore ha sostenuto che l’arrivo a Roma dei tecnici della Ue avviene come di consueto «ogni sei mesi» e in ogni nazione del Vecchio Continente, respingendo al mittente le critiche sui ritardi nella realizzazione. E negando che la Penisola sia nel mirino di Bruxelles. Il titolare del dicastero ha usato parole nette: «Noi dobbiamo fare velocemente, ma bene», evidenziando di non voler dare enfasi alle polemiche dell’opposizione sull’andamento del Piano, giacché certe critiche andavano espresse due anni fa e che all’Esecutivo, in carica da sei mesi, non possono essere imputate le attuale lungaggini.

Quel che è noto, però, è che un «restyling» delle iniziative è avviato e procede, sia, si apprende, per i progetti che non potranno essere portati a termine per giugno 2026 (e che dovrebbero essere spostati su strumenti senza quelle scadenze), sia per quelli che non rientrano nelle caratteristiche del programma di matrice comunitaria, quali gli asili, nonché gli stadi di Firenze e Venezia. Il governo ha rinforzato la sua linea di fronte alle regioni, fra cui quelle protagoniste di più di una contestazione, ovvero Campania e Puglia: si è saputo che alle regioni le risorse andranno sì, però, soltanto dietro una lista precisa e puntuale di obiettivi e con termini ben fissati per l’attuazione.

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Il ministro delle Imprese e del Made in Italia Adolfo Urso, nel frattempo, ha fatto sapere che il suo dicastero è «in condizione di usare tutti i nostri fondi», e se dovessero arrivarne altri, «incagliati» e non impiegati nel quadro del Pnrr, «allora potremmo usarli in primis nella Transizione 5.0 per gli investimenti delle imprese nel «green» e digitale».

Come accennato, oggi è il giorno della morte e del cordoglio nei confronti di Berlusconi. All’ex presidente del Consiglio va il ricordo dell’attuale inquilina di Palazzo Chigi Meloni: «Con lui l’Italia ha imparato che non doveva mai farsi imporre dei limiti. Ha imparato che non doveva mai darsi per vinta. Con lui noi abbiamo combattuto, vinto, perso molte battaglie. E anche per lui porteremo a casa gli obiettivi che, insieme, ci eravamo dati», ha affermato stamani, in un videomessaggio.

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