mercoledì, 5 Ottobre 2022

Il futuro dell’energia? È nello spazio

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I satelliti che guidano i droni utilizzati nel trasporto di organi per i trapianti. Immagini aeree che permettono di anticipare, in caso di calamità naturale, gli avvisi alla popolazione e di gestire i soccorsi. Oppure la tecnologia satellitare che viene utilizzata per individuare il miglior sviluppo possibile della propria impresa agricola. E preziosa opportunità di far fronte alla crisi energetica. È la space economy, il tema al centro di Space Innovation Hub, gli orizzonti dell’industria aerospaziale italiana, convegno che si è svolto oggi nell’ambito della Roma Innovation Hub, la prima grande convention nazionale delle professioni tecniche, promossa ed organizzata dal Consiglio nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati e dalla Rete delle Professioni Tecniche.

Articolato in tre tavole rotonde che hanno visto 16 relatori – esponenti del mondo dell’industria aerospaziale, dell’esplorazione, dell’Università e della Ricerca – alternarsi sul palco e affrontare diversi temi, da quello degli investimenti nel settore e le nuove frontiere dei business spaziali, al tema della formazione di capitale umano e della diffusione di cultura spaziale, passando per la sorprendente applicabilità delle tecnologie spaziali nel campo dei servizi e della vita quotidiana.

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“Oggi lo spazio è molto più vicino al cittadino comune, grazie a tecnologie di nuova generazione che sono immediatamente applicabili nel quotidiano, con benefici tangibili e molto veloci”, ha affermato Marco Brancati, Chief Technology & Innovation Officer di Telespazio, mentre sul piano industriale Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha ricordato come l’Italia rappresenti un top player a livello internazionale, e come “in questo settore, l’industria sia distribuita in maniera uniforme sul nostro territorio, tra grandi imprese, pmi e start up a nord, centro e sud. Abbiamo forti iniziative imprenditoriali tra Piemonte Lombardia e nord est, ma anche nel Lazio, in Puglia e Campania”. Fiammetta Diani dell’Agenzia Spaziale Europea ha ricordato l’importanza del sostegno delle Istituzioni alle iniziative imprenditoriali del settore, spiegando che “con l’iniziativa Cassini ci sarà una call per l’utilizzo dello spazio europeo – che copre diversi settori applicativi – nell’ottica di promuovere la crescita dell’economia dello spazio favorendo l’imprenditoria di settore”.

Un settore in grande crescita, in grado di fare previsioni di espansione anche a fronte della possibile recessione che attende l’economia mondiale nel 2023. Non mancano, tuttavia, le difficoltà, soprattutto sul piano della formazione: Mila Fiordalisi, Direttore di Corcom, ha affermato: “l’Italia, nell’aerospazio, è tra i leader mondiali, ma potrebbe crearsi un eccesso di offerta di lavoro, rispetto alla domanda, dovuta alla crescita di un settore che si qui ha vissuto nelle condizioni di un club esclusivo, e che solo di recente si è aperto a tutti”. Paolo Gaudenzi, Capo Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università La Sapienza, sostiene che in Italia abbiamo le competenze per gestire questa crescita esponenziale di capitale umano da formare per l’industria spaziale, “ma occorre investire, e investire subito. Dobbiamo anche essere in grado di comunicare l’esigenza che abbiamo di questo capitale umano. Le università registrano un incremento degli studenti e delle studentesse che decidono di intraprendere il percorso formativo legato all’economia spaziale, una tendenza che va sostenuta”.

Ospite d’onore dell’evento Roberto Vittori, Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (oltre 35 giorni nello spazio in carriera). Salito sul palco con la tuta d’ordinanza, ha sottolineato come lo spazio non rappresenti solo un luogo di esplorazione: “è anche il futuro dell’economia. Si parla della crisi energetica, e nessuno che dica che il futuro dell’energia sono le risorse fuori dall’atmosfera, come l’idrogeno preso dal ghiaccio secco della luna. Ovviamente non sono soluzioni immediate, ma nel giro di pochi decenni si dovrà andare in quella direzione: già oggi estrarre combustibili fossili, in certi casi, è più rischioso che andare sulla luna”.

Lo Spazio, dunque, non più “ultima” ma prossima frontiera dell’economia italiana e internazionale

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