Il Digital service act è ufficialmente realtà

da | 29 Feb 2024 | Informatica

Entrata in vigore la normativa Ue che si applica a tutti i fornitori di servizi online, la digital service act

Una nuova era per le aziende che offrono servizi digitali, orientata al rispetto della privacy e alla tutela dei minori.

Lo scorso 17 febbraio, infatti, è ufficialmente entrato in vigore il Digital service act (Dsa). O, meglio, da quella data le piccole e medie imprese digital saranno obbligate a rispettare quanto previsto dalla normativa, ovvero dal regolamento Ue 2022/2065 relativo a un mercato unico dei servizi digitali. La finalità della normativa è quella di arrivare ad avere un ambiente web sicuro, prevedibile e affidabile, “in cui i diritti fondamentali degli utenti dei servizi digitali siano efficacemente tutelati e l’innovazione sia agevolata, contrastando la diffusione di contenuti illegali online e i rischi per la società che la diffusione della disinformazione o di altri contenuti illeciti o nocivi può generare”, come si legge sul sito della Consob. Il Dsa, comunque, era già applicabile nei confronti di piattaforme di grandi dimensioni e dei motori di ricerca dal 25 agosto dell’anno scorso.

Nuovi obblighi, quindi, per le aziende informatiche sul continente. Una maggiore trasparenza, sia nella moderazione dei contenuti sia per quanto riguarda le segnalazioni, i termini e le condizioni, la pubblicità, i sistemi di raccomandazione e la gestione dei reclami. Sono previste misure di attenuazione dei rischi sistemici e la tracciabilità degli operatori commerciali nei mercati online.

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In generale, le piattaforme dovranno ostacolare la circolazione di contenuti illegali, così come la vendita di beni e servizi contro la legge. Elemento fondamentale sarà la tutela dei minori; attenzione massima agli annunci, divieto assoluto di qualsiasi possibilità di attirare giovani e minori verso contenuti non adatti, nonché della profilazione dei dati personali. Saranno vietate le pubblicità basate su dati sensibili, come le convinzioni politiche o religiose.

Una normativa importante, che segnerà l’inizio di una nuova era per il digitale del vecchio continente. La Commissione stima che ci siano oltre 10 mila piattaforme attive in Europa, di cui oltre il 90% è gestito da piccole e medie imprese. Dal 17 febbraio, tutte queste realtà dovranno adeguarsi al nuovo regolamento, con elevati rischi di sanzioni.

Stop agli algoritmi selvaggi, alle pubblicità ingannevoli, alla profilazione inconsapevole con un’attenzione massima alla tutela dei minori. Un pacchetto di norme che sono ormai realtà, ma sulle quali sarà necessaria un’attenta vigilanza e un sistema sanzionatorio che sia realmente efficace. Altrimenti, sarà difficile che il Dsa possa avere un futuro concreto.

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