Il decreto Ucraina renderà la tutela per i professionisti col Covid retroattiva

da | 10 Mag 2022 | In evidenza

La sospensione della decorrenza dei termini relativi ad adempimenti a carico dei professionisti nei confronti della Pubblica amministrazione, in caso di impedimento causato dal contagio da Covid-19, acquista efficacia con effetto retroattivo, a decorrere dalla dichiarazione dello stato di emergenza, da parte del governo, del 31 gennaio 2020. È quel che prevede un emendamento che è stato approvato nel quadro del decreto 21/2022, che riguarda le «misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina». La correzione, licenziata nelle commissioni Finanze e Industria di palazzo Madama, a prima firma del senatore di FdI Andrea de Bertoldi, dispone che la tutela per la malattia da Coronavirus parta dall’avvio dell’emergenza sanitaria (deliberata dalla presidenza del Consiglio dei ministri alla fine del gennaio di due anni fa) e fino all’emanazione del decreto sostegni (il 41/2021 del 22 marzo dell’anno scorso), il provvedimento nel quale è stata inserita la norma, sempre su iniziativa del parlamentare di destra, che ha inserito nell’ordinamento la possibilità per i liberi professionisti di veder «congelati» gli obblighi in capo ai lavoratori autonomi, qualora avessero subito il contagio da Coronavirus.

La modifica, tuttavia, recita il testo, dà, però, luogo, si precisa, «al rimborso delle sanzioni e degli interessi eventualmente già pagati», e «sono fatte salve le dichiarazioni di regolarità contributiva già emesse che non possono essere oggetto di riesame, o annullamento»; le modalità di attuazione della norma verranno stabilite entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del decreto 21/2022, mediante atto del ministero della Giustizia, che sarà adottato di concerto con quelli dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche sociali.

A seguire, è stato licenziato un emendamento, sostenuto da parte del mondo professionale, che ha come scopo quello di chiarire i destinatari della norma sul «bonus» carburante ai dipendenti, specificando che tutti i datori di lavoro privati, e non solo le aziende private, possono assegnare con un atto di liberalità ai propri dipendenti un incentivo, sotto forma di buoni benzina o analoghi titoli, per un ammontare massimo di 200 euro, che non concorre alla formazione del reddito. Quindi, anche gli studi dei professionisti potranno beneficiare di questa disposizione.

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Sul fronte caro-energia, il decreto stabilisce che, oltre alla proroga del taglio delle accise, viene estesa dalla fine di aprile alla fine di giugno la rateizzazione delle bollette di energia elettrica e di gas naturale per le famiglie. E, con l’intento di sviluppare le fonti rinnovabili, nel nostro Paese, è stata varata pure una modifica che amplia le aree idonee alla realizzazione di impianti.

 

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