martedì, 27 Settembre 2022

Il decreto Bollette va in Gazzetta ufficiale. Quasi 8 miliardi contro gli aumenti dei costi

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Quasi otto miliardi per contrastare gli aumenti dei costi dell’energia, di cui circa 2,5 destinati a interventi a sostegno delle filiere produttive. Saranno azzerati gli oneri generali sulle bollette del 2° trimestre, ridotta l’iva nel settore del gas e rafforzato il bonus sociale elettrico e gas. Queste alcune delle misure contenute nel cosiddetto decreto Bollette (dl 17/2022) pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 50 del 1° marzo 2022.
L’articolo 1 del testo è quello riguardante gli oneri di sistema: saranno annullate, per il secondo trimestre 2022, “le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kw”. La stessa misura per le utenze con potenza superiore “anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico”. Tutto ciò comporta una spesa di 3 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti, come già accennato, i costi relativi alla riduzione dell’iva e degli oneri generali nel settore del gas. Si tratta di 591,83 milioni di euro per l’Iva a cui si sommano 250 milioni di euro per gli oneri generali. L’articolo 3 è dedicato al rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas, con 400 milioni di euro.
L’articolo 4 definisce il “contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, a favore delle imprese energivore”. La misura, finanziata con 700 milioni di euro solo per il 2022, è dedicata alle imprese a forte consumo di energia elettrica (definite dal dm Mise 300/2017) i cui costi per kwh della componente energia elettrica, calcolati sulla media del primo trimestre 2022, hanno subito un incremento del costo per kwh superiore al 30% in confronto allo stesso periodo del 2019. Il credito sarà del 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022.
Altro credito di imposta all’articolo 5, questa volta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale. Saranno 522 i milioni di euro destinati al finanziamento dell’agevolazione, consistente in un credito di imposta del 15% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale consumato nel secondo trimestre del 2022 (per il decreto, le imprese a forte consumo di gas naturale sono quelle a cui si riferisce l’allegato 1 al decreto Mise 541/2021). Previsti poi, all’articolo 6, interventi in favore del settore dell’autotrasporto e, all’articolo 7, misure di sostegno per il movimento sportivo italiano. L’articolo 8, infine, interviene per il sostegno alle esigenze di liquidità delle imprese conseguenti agli aumenti dei prezzi dell’energia, allungando le tempistiche delle garanzie previste dal decreto liquidità (dl 23/2020).
Il testo si compone di 43 articoli e quelli sopra descritti fanno parte del capo 1 del provvedimento, dedicato alle “misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale”. Il capo 2, fatto di 13 articoli, introduce “misure strutturali e di semplificazione in materia energetica”, andando a completare il titolo 1 del testo. Il titolo 2 è incentrato sulle politiche industriali, il 3 su regioni ed enti territoriali, mentre il 4 comprende una serie di altre misure urgenti (tra cui interventi completamente avulsi dal caro energia come l’ufficio per il processo o le esposizioni universali. Infine, gli ultimi due articoli contengono disposizioni finali e finanziarie.
Dopo settimane di discussioni, quindi, il decreto approvato dal Cdm lo scorso 18 febbraio diventa realtà. Si attende ora la discussione in Parlamento, dove di certo non mancheranno tentativi di aumento delle risorse stanziate.

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