Il boom dell’intelligenza artificiale

da | 5 Feb 2024 | Informatica

Nel 2023 il valore di mercato cresce del 52% raggiungendo quota 760 milioni di euro

L’era dell’intelligenza artificiale è ufficialmente esplosa. Tutti i giorni, ormai, leggiamo su riviste e quotidiani la crescita impetuosa di sistemi di IA, dalla famosa ChatGpt ai concetti di intelligenza generativa. Un trend che viene confermato fortemente dai numeri; infatti, nel 2023, il mercato italiano dell’IA è cresciuto del 52%, arrivando a toccare quota 760 milioni per quanto riguarda il volume di affari. I numeri sono stati messi insieme dal Politecnico di Milano, in particolare dall’osservatorio Artificial intelligence tenuto dall’università milanese.

La crescita del 2023 segue l’aumento del 32% registrato nel 2022, per un trend di incrementi che non accenna a fermarsi, anzi. La gran parte degli investimenti riguarda soluzioni di analisi e interpretazione testi per ricerca semantica, di classificazione, sintesi e spiegazione di documenti o agenti conversazionali tradizionali, mentre sono ancora limitati al 5% (38 milioni di euro) i progetti di Generative AI. Sei grandi imprese italiane su dieci hanno già avviato un qualche progetto di Intelligenza Artificiale, almeno a livello di sperimentazione, ma ben due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni delle Generative AI e tra queste una su quattro ha avviato una sperimentazione (il 17% del totale).

Concetti che non riguardano solo le aziende. Secondo il report del Politecnico, infatti, nel 2023 il 98% degli italiani ha sentito parlare di intelligenza artificiale e più di un italiano su quattro (il 29%) ne ha una conoscenza medio-alta. “C’è grande interesse, dunque, ma anche una certa confusione”, fanno sapere dal Politecnico. “Tre italiani su quattro hanno sentito parlare di ChatGpt ma solo il 57% conosce il termine “Intelligenza Artificiale Generativa”. Un italiano su quattro dichiara inoltre di aver interagito almeno una volta con ChatGPT. Ben il 77% degli italiani (+4 punti percentuali rispetto al 2022) guarda con timore all’Intelligenza Artificiale, soprattutto in relazione ai possibili impatti sul mondo del lavoro. Tuttavia, solo il 17% è fermamente contrario all’ingresso dell’AI nelle attività professionali”.

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Comunque, Il 90% del mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia è dovuto alle grandi imprese. Il resto è suddiviso in modo equilibrato tra Pmi e pubblica amministrazione. Il 61% delle grandi imprese ha all’attivo, almeno al livello di sperimentazione, un progetto di Intelligenza Artificiale, mentre si scende al 18% tra le piccole e medie imprese (+3 punti percentuali rispetto al 2022). L’11% delle aziende è avanguardista (in crescita di 2 punti percentuali rispetto all’anno scorso), aziende che hanno raggiunto la piena maturità a livello tecnologico, organizzativo e gestionale nell’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale. Il 23% è apprendista, hanno diversi progetti avviati ma difficilmente impiegano metodologie strutturate nel gestirli e tendono a far ricorso a soluzioni standard o pronte all’uso. Nel restante 66% dei casi, permangono situazioni eterogenee.

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