La Guida Schneider Electric alla progettazione di sistemi di regolazione e controllo degli edifici secondo la norma UNI EN ISO 52120

da | 11 Apr 2024 | News dalle aziende

Un valido ausilio per tutti i professionisti coinvolti nella valutazione dello stato di fatto degli immobili e nella progettazione degli interventi di riqualificazione, al fine di contribuire attivamente a rendere gli edifici del futuro efficienti, sostenibili, salubri e confortevoli.

Schneider Electric UNI EN ISO 52120La Guida Schneider Electric alla progettazione di sistemi di regolazione e controllo degli edifici secondo la norma UNI EN ISO 52120.

Schneider Electric nel 2011 realizzò una guida alla progettazione secondo la norma UNI EN 15232:2007, norma fondamentale nella valutazione del contributo dei BACS alla prestazione energetica degli edifici. L’intento era di fornire un supporto alla progettazione degli impianti, che potesse sostenere in concreto la realizzazione degli obiettivi di efficientamento energetico degli edifici. La Guida riscosse grande successo tra i professionisti e i progettisti di impianti tecnologici, e venne più volte ristampata: segno dell’importanza dei sistemi di regolazione e controllo ai fini del raggiungimento degli obiettivi proposti dalla Energy Performance Building Directive europea. Da questi fatti è maturata la convinzione che fosse opportuno un profondo lavoro di aggiornamento, vista anche l’emissione, nel novembre 2022, di una norma di riferimento, la UNI EN ISO 52120-1 (questa volta nata per iniziativa di ISO), che andava a sostituire la UNI EN 15232-1.

Le principali novità offerte dal nuovo testo normativo sono state inserite nella Guida, in particolare: le funzioni di bilanciamento idronico per il riscaldamento e il raffrescamento, la semplificazione di alcune funzioni di controllo dell’illuminazione, l’aggiunta di una funzione di controllo della mandata d’aria in ambiente in relazione alla qualità dell’aria, l’aggiornamento della classe di alcune funzioni, la normatività dell’Allegato B (“Minumum BAC function type requirements”) che non è più solo informativo, come invece lo era nella UNI EN 15232, oltre a quella relativa all’Allegato E per l’applicazione dei BAC in ambito Sistema di gestione dell’energia come specificato dalla ISO 50001:2018. Inoltre, nella Guida, sono stati aggiornati tutti i richiami alle altre norme di riferimento.

In linea con la nuova Direttiva EPBD, nota anche come Direttiva Case Green e appena approvata dal Consiglio Europeo, la UNI EN ISO 52120-1 è un elemento portante del quadro normativo, e ha l’obiettivo di accelerare l’attuale tasso di riqualificazione degli edifici esistenti, al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni, e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

La Direttiva introduce misure crescenti di obbligatorietà per migliorare la prestazione energetica degli edifici, riducendone i consumi, così come adotta a partire da luglio 2027, per la prima volta in modalità obbligatoria per gli edifici non residenziali aventi impianti > 290 kW, l’indicatore SRI (Smart Readiness Indicator) per classificare la “prontezza” tecnologica degli edifici a interagire con i loro occupanti e con le reti energetiche: la Norma UNI EN ISO 52120-1 è appunto lo standard riferimento con cui sono stati definiti i servizi intelligenti e i relativi punteggi nella metodologia di calcolo di tale indicatore.

L’efficientamento degli edifici non è più rimandabile

Il 40% circa del consumo energetico europeo è imputabile agli immobili. Per questo motivo l’Unione Europea ha emanato, a partire dal 2002, una serie di direttive sulla prestazione energetica degli edifici, che sono state aggiornate nel 2018 con la Direttiva Europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) 2018/844, attualmente in corso di revisione e, recentemente, con la nuova Direttiva EPBD (la quarta) appena approvata dal Consiglio europeo e prossimamente in fase di pubblicazione.

Nel contesto di una riduzione significativa dei consumi energetici degli edifici, il Comitato Europeo di Normazione (CEN) è stato incaricato di elaborare precise norme di calcolo: nel 2007 è nata così la norma EN15232, aggiornata nel 2012 e sostituita nel 2017 dalla EN 15232-1. Nel 2021 l’Organizzazione Internazionale per la Normazione (ISO), in collaborazione con CEN, ha pubblicato la norma ISO 52120-1 «Prestazione energetica degli edifici – Contributo dell’automazione, del controllo e della gestione tecnica degli edifici – Parte 1: quadro generale e procedure», recepita da CEN e UNI nel 2022 senza modifiche e sostanzialmente molto simile alla EN 15232-1, che ha sostituito.

Questa norma appartiene alla famiglia di norme (norme EPB) miranti ad armonizzare a livello internazionale la metodologia per la valutazione della prestazione energetica degli edifici. Essa permette di valutare concretamente l’effetto dell’automazione e della gestione tecnica sui consumi energetici degli immobili. I recenti provvedimenti legislativi a livello sia europeo sia nazionale stanno spingendo molto sull’ introduzione dei sistemi di automazione negli edifici, sia per le nuove realizzazioni che per le ristrutturazioni importanti. Nell’ottica di minimizzare i consumi energetici è fondamentale dotare l’edificio di intelligenza propria, in grado di automatizzare il controllo delle utenze e di far dialogare tra loro i diversi sistemi energetici in esso presenti: i sistemi di gestione e controllo dell’energia consentono di fare tutto questo, diventando dunque un requisito imprescindibile.

La Guida è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nelle fasi di progettazione, gestione e valutazione delle performance degli edifici, quali: progettisti, architetti, ingegneri, proprietari di edifici, autorità pubbliche. Grazie a questa guida è possibile approfondire le tecnologie di automazione utili all’ottenimento di una maggiore efficienza energetica negli edifici, consentendo di risparmiare sui costi di gestione degli stessi, di preservare le risorse energetiche esistenti, e di abbassare le emissioni di CO2.

La guida in oggetto si riferisce quindi alla norma UNI EN ISO 52120-1:2022, e fornisce:

  • una lista strutturata delle funzioni di automazione e controllo (Building Automation and Control – BAC) per i diversi servizi tecnici per l’edilizia (Technical Building System – TBS), inclusa la gestione tecnica degli edifici (Technical Building Management – TBM), che hanno incidenza sulla prestazione energetica degli stessi e relativa classificazione (A, B, C, D);
  • requisiti minimi funzionali per ogni classe;
  • un metodo analitico e semplificato per ottenere una prima stima dell’impatto di queste funzioni su edifici e profili di utilizzo rappresentativi;
  • una serie molto articolata di schemi di principio impiantistici volti a rappresentare in modo semplice, e con terminologia tecnica esemplificativa, le funzionalità di automazione alla base della classificazione secondo la norma stessa. Per ogni schema di principio sono esemplificati i principi di funzionamento e i relativi benefici energetici derivanti dall’applicazione della soluzione identificata;
  • una nota finale per guidare il professionista nella scelta dei diversi protocolli di comunicazione standard oggi disponibili sul mercato della building automation.

Nel dettaglio, nella sezione dedicata agli schemi impiantistici, vengono messe a disposizione delle “schede tecniche” che aiutano a specificare le funzioni di controllo riportate nelle tabelle riepilogative per il raggiungimento delle classi stabilite dalla Norma. Tali funzioni di controllo sono suddivise per tipologia applicativa: Riscaldamento, Acqua Calda Sanitaria, Raffrescamento, Ventilazione e Condizionamento, Illuminazione, Schermature solari, Sistemi TBM. L’elenco delle funzioni proposto proceda, per ogni impianto, dall’esame dell’emissione in ambiente/zona (elementi terminali), all’esame della rete di distribuzione per giungere all’analisi della generazione.

Il contesto normativo e legislativo nazionale

Con l’emanazione del D.M. “Requisiti Minimi” del 26/06/2015 – “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”, funzionale alla piena attuazione della direttiva 2010/31/ UE, la realizzazione degli impianti secondo lo standard UNI EN ISO 52120-1 diventa un obbligo.

In particolare, per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione importante di primo livello (Si tratta di interventi che, oltre ad interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, prevedono anche la ristruttu­razione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva a servizio dello stesso) ad uso non residenziale, è previsto un livello minimo di automazione corrispondente alla classe B definita all’interno della norma. Tale prescrizione è in vigore dal 1° ottobre 2015.

Il D.Lgs 102/2014 ha definito un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica. In particolare, l’articolo 8 ha introdotto l’obbligo di esecu­zione periodica di diagnosi energetiche nelle grandi imprese (poi esonerate se con consumo annuo inferiore a 50 tep) e nelle imprese a forte consumo di energia o, in alternativa, di dotarsi di sistemi di gestione conformi alla norma UNI EN ISO 50001.

Tale norma fissa i requisiti per il continuo miglioramento delle prestazioni energetiche, facendo riferimento ad un percorso articolato in:

  • elaborazione di una strategia e individuazione degli obiettivi di sostenibilità energetica, in linea con le esigenze di business;
  • implementazione di un programma di controllo e verifica periodica del raggiung­imento degli obiettivi;
  • benchmarking e individuazione della priorità degli interventi;
  • azioni di ottimizzazione;
  • comunicazione dei risultati all’esterno.

L’EnMS (Energy Management System), così come definito dalla norma UNI EN ISO 50001:2018, è un insieme di elementi correlati e interagenti rivolti a stabilire una politica energetica e degli obiettivi energetici, nonché l’insieme di processi e procedure atti a conseguirli. Diventa pertanto fondamentale ricorrere a un sistema di monitoraggio energetico, automazione, controllo e gestione tecnica in grado di supportare l’utente e permettere alle organizzazioni di conseguire, attraverso un approccio sistematico, il miglioramento continuo delle prestazioni energetiche.

Per accelerare la diffusione di sistemi di Building Automation, sono disponibili a livello nazionale una serie di meccanismi incentivanti:

  • Nuovo Conto Termico: il D.M. 16/02/2016, entrato in vigore il 31/05/2016, prevede, tra gli altri, incentivi a beneficio delle amministrazioni pubbliche, per l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici, ivi compresa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. L’incentivo è riconosciuto solo alle tecnologie che consentono di raggiungere almeno la classe B della norma UNI EN ISO 52120-1. L’appartenenza ad una certa classe di automazione deve essere asseverata da un tecnico secondo la specifica tecnica UNI/TS 11651. Tale incentivo è rivolto ai soli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale e può essere erogato con varie modalità.
  • Detrazione fiscale “EcoBonus”: tale detrazione è applicata all’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o all’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Tra gli interventi ammissibili alla detrazione fiscale del 65% ci sono l’acquisto, l’installazione e la messa in opera, nelle unità abitative, di dispositivi e sistemi di building automation, almeno di classe B della UNI EN ISO 52120-1, che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali. La legge di bilancio per l’anno 2022 e per il triennio 2022 – 2024 ha prorogato l’EcoBonus al 31/12/2024.
  • Criteri Ambientali Minimi: il decreto 23/06/2022 relativo all’affidamento della progettazione e/o dei lavori per interventi edilizi disciplinati dal Codice dei Contratti pubblici, entrato in vigore il 4/12/2022, prevede tra i criteri premianti per l’aggiudicazione l’adozione di un Building Automation and Control System (BACS) corrispondente alla classe A della norma UNI EN ISO 52120-1. Necessaria l’asseverazione ai sensi della UNI/TS 11651.

È importante segnalare la specifica tecnica UNI/TS 11651 relativa alla “Procedura di asseverazione per i sistemi di automazione e regolazione degli edifici, in conformità alla UNI EN ISO 52120-1”, pubblicata nel 2023. L’asseverazione consente di verificare la conformità del sistema BAC ad una delle classi di efficienza (A, B, C o D) per edifici residenziali e non residenziali.

Nel 2017 è stata pubblicata la specifica tecnica UNI CEI TS 11672 che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza relativi alle figure professionali che operano sui sistemi di automazione degli edifici. Essa contempla due diverse figure: esperto BACS dei sistemi HVAC (o elettrici) e BACS system integrator.

La classificazione della norma UNI EN ISO 52120-1

La classificazione della norma UNI EN ISO 52120-1

La norma UNI EN ISO 52120-1 definisce quattro diverse classi “BAC” di efficienza energetica per classificare i sistemi di automazione degli edifici, sia in ambito residenziale che non residenziale. Queste quattro classi, da D ad A, non hanno corrispon­denza diretta con le sette classi di efficienza energetica dell’edificio (A B C D E F G), espresse in kWh/m2 anno o kWh/m3 anno, bensì rappresentano sistemi di automazione con efficienza energetica crescente:

  • Classe D “NON ENERGY EFFICIENT”: comprende gli impianti tecnici tradizionali e privi di automazione e controllo, non efficienti dal punto di vista energetico;
  • Classe C “STANDARD” (riferimento): corrisponde agli impianti dotati di sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS) “tradizionali”, eventualmente dotati di BUS di comunicazione, comunque a livelli prestazionali minimi rispetto alle loro reali potenzialità.
  • Classe B “ADVANCED”: comprende gli impianti dotati di un sistema di automazio­ne e controllo (BACS) avanzato e dotati anche di alcune funzioni di gestione degli impianti tecnici di edificio (TBM) specifiche per una gestione centralizzata e coor­dinata dei singoli impianti. “I dispositivi di controllo delle stanze devono essere in grado di comunicare con il sistema di automazione dell’edificio”.
  • Classe A “HIGH ENERGY PERFORMANCE”: corrisponde a sistemi BAC e TBM “ad alte prestazioni energetiche” cioè con livelli di precisione e completezza del controllo automatico tali da garantire elevate prestazioni energetiche all’impianto. “I dispositivi di controllo delle stanze devono essere in grado di gestire impianti HVAC tenendo conto di diversi fattori (ad esempio, valori prestabiliti basati sulla rilevazione dell’occupazione, sulla qualità dell’aria ecc.) e includere funzioni aggiuntive integra­te per le relazioni multidisciplinari tra HVAC e vari servizi dell’edificio (ad esempio, elettricità, illuminazione, schermatura solare ecc.)”.

La classe C è considerata dall’ente normatore la classe di riferimento perché consi­derata lo standard tecnologico di partenza. Tuttavia, occorre notare che per gli edifici esistenti, nei quali tipicamente non tutte le funzioni di automazione tradizionale sono implementate, il livello medio del parco tecnologico installato è per la maggior parte corrispondente alla classe D.

Un esempio di scheda tecnica secondo la norma UNI EN ISO 52120-1: Controllo Riscaldamento

Tipicamente, un impianto di riscaldamento è costituito da: elementi di generazione, rete di distribuzione e componenti in ambiente. Nella guida essi non sempre vengono riportati, in quanto si vuole porre l’attenzione sui componenti principali che influenzano il raggiungimento della classe di automazione della specifica funzione di controllo.

Per elementi di generazione si intendono quelle macchine il cui scopo è la produzione, a fronte di un input energetico (e.g. combustibile per le caldaie, energia elettrica per le pompe di calore), del fluido termovettore. La rete di distribuzione è tipicamente composta da uno o più collettori dai quali partono gli spillamenti relativi alle diverse utenze. Infine, il fluido termovettore raggiunge le unità terminali, impiegate per ottenere le condizioni di comfort.

SCOPRI DI PIU’

Schneider Electric UNI EN ISO 52120

.

 

 

Schneider Electric UNI EN ISO 52120

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI SCHNEIDER ELECTRIC

CLSS – Connected Live Safety Services

CLSS – Connected Live Safety Services

Honeywell presenta: CLSS (Connected Live Safety Services) una piattaforma software basata su cloud che monitora il sistema di rivelazione incendio sotto tuti gli aspetti; dalla manutenzione al controllo dello stato di ogni singolo componente del sistema. L’obiettivo...

La transizione energetica passa dall’Africa

Italia presente alla 9^ Conferenza globale dell’Agenzia internazionale dell’energia Africa come priorità strategica di partnership globale per la transizione energetica. Il Piano Mattei come punto di riferimento, con le azioni congiunte che spaziano da vari settori...

Fondo IPCEI: integrazione di 1 miliardo e 500 mila euro

Integrazione risorse del Fondo IPCEI Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per sostenere e promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI) nelle catene del valore strategiche per l’industria europea, ha disposto,...

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere aggiornamenti da Opificiumagazine.it

Grazie! Ti sei iscritto alla newsletter.

Pin It on Pinterest