Governo, il presidente del Consiglio Meloni mercoledì in Parlamento

da | 26 Giu 2023 | In evidenza

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È atteso per mercoledì 28 giugno l’intervento alle Camere della premier Giorgia Meloni in una settimana, questa, di rilevanti temi internazionali ed interni da affrontare per il governo, (mentre riparte il tavolo sulle pensioni)

Le comunicazioni al Parlamento arriveranno alla vigilia del Consiglio europeo, giacché giovedì a Bruxelles partirà la due giorni dei leader Ue (finalizzata pure ad un aggiornamento sulla crisi russo-ucraina): per il presidente del Consiglio appare opportuno rinviare l’esame in Parlamento sulla ratifica del Mes (il meccanismo «Salva-Stati», che l’Esecutivo di centrodestra non vorrebbe usare, ma anche ha creato fibrillazioni nella stessa maggioranza, nei giorni scorsi, mentre le opposizioni, che appoggiano lo strumento, continuano a dare battaglia), andando dopo la pausa estiva dei lavori, per portare avanti, nel frattempo, i negoziati europei su Patto di stabilità e unione bancaria.

E, intanto, domani a Palazzo Chigi approderanno in Consiglio dei ministri alcuni provvedimenti che non erano stati vagliati nell’ultima seduta: nel dettaglio, vi sono gli interventi sulla sicurezza stradale voluti dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il disegno di legge sulla ricostruzione post-calamità. Stando ad alcune fonti, potrebbe arrivare anche la nomina del commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia Romagna, Toscana e Marche.

Nei giorni scorsi, nel corso di un’intervista, il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini aveva dichiarato: «Dopo l’alluvione il governo ci ha chiesto una stima dei danni e lavorando giorno e notte abbiamo consegnato la prima stima di 8,8 miliardi. Non servono tutti subito, ma ne servono 1,8 per sistemare frane, fiumi e strade prima dell’autunno, per evitare che nuove piogge possano causare ulteriori danni. Noi vogliamo collaborare col governo, ma abbiamo bisogno di risposte», aveva aggiunto.

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Spinoso, è, poi, il caso del ministro del Turismo Daniela Santanchè, protagonista dell’inchiesta della trasmissione televisiva «Report» dal titolo «Open to Fallimento» (parole che rievocano la recente campagna pubblicitaria per propagandare le bellezze storico-culturali italiane realizzata dalla stessa titolare del dicastero «Open to Meraviglia»): l’esponente di FdI viene ritratta come «un’imprenditrice, come rivendica lei stessa spesso con orgoglio», però «le sue aziende finora sono andate tutte molto male», con testimonianze di dipendenti e fornitori storici, e racconti di «bilanci in rosso, lavoratori mandati a casa senza liquidazione, ditte messe in difficoltà, o addirittura strozzate, dal mancato saldo delle forniture», argomentano i giornalisti. Le opposizioni premono, affinché Santanchè venga a riferire in Parlamento, e pure nel centrodestra si affacciano alcuni malumori.

Infine, riparte il confronto sulle pensioni tra governo e sindacati, in una sorta di corsa contro il tempo per le modifiche, giacché a fine anno scadrà la «Quota 103», lo strumento promosso dall’Esecutivo di Mario Draghi. Se non si interverrà entro la conclusione del 2023, infatti, si rimarrà nelle «maglie» della riforma dell’allora ministro Elsa Fornero (varata quando a palazzo Chigi c’era Mario Monti): l’obiettivo è riuscire a realizzare norme che permettano una maggiore flessibilità in uscita, a partire dai 62 anni, o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, come invocano i sindacati.

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