Governo, manovra economica «blindata», mentre gli ingegneri attendono novità sul «dopo-Superbonus»

da | 22 Dic 2023 | In evidenza, Primo piano

Blindata, senza, cioè, possibilità di ulteriori modifiche la seconda manovra economica del governo di Giorgia Meloni si appresta a completare il percorso di approvazione prima al Senato

E, poi, passato il Natale, alla Camera. Una Legge di Bilancio, ha affermato nelle ultime ore il relatore, il senatore di FdI Guido Liris, che «è partita con un segno negativo di ben 33 miliardi, di cui 20 miliardi della rata del superbonus edilizio, e ulteriori 13 miliardi per il tasso di inflazione Bce, ma nonostante questa pesante «zavorra» concentra le risorse innanzitutto su lavoro e sanità».

Sul primo fronte, ha spiegato, «con il taglio del cuneo fiscale di oltre 6 punti per un costo di 10 miliardi di euro, una misura mai decisa prima, che cambia il paradigma, da uno Stato assistenziale, vedi reddito di cittadinanza, ad uno Stato che premia e aiuta chi lavora. La riduzione delle aliquote Irpef da tre a due è stato un ulteriore passo in questa direzione, ovvero quella di mettere nelle buste paga dei lavoratori soldi veri»; per ciò che concerne il capitolo sanità, il parlamentare ha dichiarato che «con i 3 miliardi per i rinnovi dei contratti e per l’abbattimento delle liste d’attesa» ci saranno globalmente «136 miliardi di investimenti». E, a seguire, ha rivendicato «un grande importante lavoro parlamentare, togliendo tutte le penalizzazioni per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia», che restano per i professionisti che decideranno di ritirarsi in anticipo, una scelta, ha aggiunto Liris, «che è anche un incentivo per far rimanere il più possibile i medici nella sanità pubblica».

La questione del destino dei bonus edilizi, nel frattempo, agita le categorie professionali tecniche, inclusa quella dei periti industriali. Tra gennaio e novembre 2023 «la spesa per il Superecobonus ha raggiunto i 35,7 miliardi di euro ed è verosimile pensare che l’anno si chiuderà ad almeno 40 miliardi», mentre “il 2022 si era chiuso con valori più elevati, pari a 46 miliardi», si legge nell’analisi diffusa ieri dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri secondo cui, «sebbene la spesa tenda a ridimensionarsi», anche nell’anno che sta per concludersi «si è mantenuta su livelli molto consistenti, continuando a suscitare una crescente preoccupazione nel governo che considera questa modalità di intervento sugli immobili sostanzialmente inefficace e con un impatto fortemente negativo in termini di disavanzo pubblico», viene evidenziato.

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I numeri hanno fatto sì che il presidente degli ingegneri italiani Angelo Domenico Perrini potesse affermare come sia «giunto il momento di mettere un punto all’esperienza dei Superbonus, e di passare ad un piano per il risanamento del patrimonio edilizio su basi totalmente nuove. La spesa per Superecobonus continua a correre e il governo continua a parlare di operazione fallimentare dagli effetti disastrosi sui conti pubblici. Così – ha sottolineato – non ci sono le condizioni essenziali per affrontare un tema ancora più complesso come quello del sistematico risanamento energetico previsto dalle nuove norme europee, che dovrebbe impegnare il Paese intero almeno per i prossimi 15/20 anni, se non di più». Ecco perché, ha chiuso, «sarebbe opportuno pensare sin da ora ad un piano alternativo, ad una moratoria dell’intervento per chiarire realisticamente cosa fare. Attendiamo un segnale in tal senso» dal governo.

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