Esulta la Lega (con Futuro nazionale), opposizioni in rivolta, l’Ue preoccupata
Per la Germania il 6 settembre del 2026 rimarrà con tutta la probabilità la data sul calendario destinata a segnare un punto di svolta (con possibili conseguenze sulle politiche europee e con reazioni di diverso tono nel nostro Paese): Alternative fuer Deutschland (AfD) ha letteralmente trionfato nelle elezioni nell’area della Sassonia-Anhalt, vittoria trascinata da una fortissima affluenza nel piccolo Land dell’Est della nazione, mentre i cristiano-democratici (Cdu) sono pesantemente arretrati, scendendo sotto il 18%.
A guidare la formazione che ha prevalso c’è a livello nazionale Alice Weidel, a livello locale il leader di 35 anni Ulrich Siegmund, che ha portato avanti un programma di governo estrema destra che, stando agli esiti delle consultazioni di ieri, è stato apprezzato anche tra i giovani. Il risultato è una percentuale superiore al 44% dei voti, in base alle proiezioni serali «Abbiamo già scritto la storia», ha dichiarato a caldo il vertice locale dell’AfD, che dovrà, però, comprendere se il consenso ottenuto e una possibile alleanza con i «rossobruni» (Bsw) saranno sufficienti per amministrare Magdeburgo, la capitale del Land.
La «volata» del partito, nel frattempo, ha già incassato commenti nel Vecchio Continente e nei nostri confini: non ha parlato la premier Giorgia Meloni, però in FdI si è evidenziata la «chiara richiesta di un cambio di passo» da parte di una cospicua porzione di elettori tedeschi (in particolare, sul fronte delle politiche migratorie, sulla sicurezza e sulle questioni ambientali comunitarie e interne), mentre il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini ha condiviso l’esultanza con il suo ex europarlamentare e oggi numero uno di Futuro nazionale Roberto Vannacci. Entrambi, è noto, hanno manifestato vicinanza ad alcune posizioni dell’estrema destra della Germania, al contrario l’altro vicepremier e guida di Fi Antonio Tajani ha espresso preoccupazione.
E la medesima posizione è stata sussurrata a Bruxelles: se, infatti, il cancelliere tedesco e leader della Cdu Friedrich Merz è uscito fortemente ridimensionato dalle votazioni nella Sassonia-Anhalt, è palese che le scelte che ha portato avanti finora in Europa a nome della Germania siano diverse dall’orientamento di AfD. E, con le elezioni nazionali politiche del 2027 in Italia e in altri Paesi Ue (dalla Francia alla stessa Germania, dalla Finlandia alla Grecia, nonché in Lettonia e Slovenia), il timore della presidente Ursula von der Leyen è che l’estrema destra possa compiere dei significativi passi in avanti. Parole di allarme sono state pronunciate, com’è comprensibile immaginare, prontamente già ieri sera dai partiti di centrosinistra.
E, nel frattempo, mentre gli analisti indagano sul voto amministrativo tedesco, dal Parlamento della Penisola, che riapre in battenti in questa settimana, arrivano indicazioni sui lavori sulla legge elettorale: in commissione Affari costituzionali al Senato, infatti, si punta a concludere l’esame in tempi brevi per avere il primo «via libera» entro il mese di settembre.










