martedì, 27 Settembre 2022

Governo, interventi sul «caro bollette» e (nuovo) «giro di vite» sul Superbonus

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Dal 1° febbraio al 31 dicembre 2022 arriva un «meccanismo di compensazione» sul prezzo dell’energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili, in modo da alleggerire in parte gli oneri di sistema sulle bollette. È quanto prevede il decreto sostegni approvato oggi dal Consiglio dei ministri: il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) calcolerà, infatti, la differenza tra i prezzi attuali e i prezzi medi dell’energia prodotta fino al 2020 dagli impianti solari, idroelettrici, geotermici ed eolici incentivati con vecchi sistemi ed i produttori dovranno versare al GSE la differenza su questi profitti extra, oppure la incasseranno qualora la differenza fosse negativa.

Fino ad oggi, fa sapere il ministero della Transazione ecologica, i prezzi dell’energia da fonti rinnovabili venivano calcolati sulla base del prezzo del gas del giorno prima; tale regola aveva lo scopo di incentivare le fonti pulite nel momento in cui costavano più di quelle fossili, tuttavia questo «paletto» oggi, si riferisce, non ha più senso, visto che le rinnovabili sono molto più convenienti del metano. «Per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico», recita ancora il testo varato dal governo, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) «provvede ad annullare, per il primo trimestre 2022, con decorrenza dal 1° gennaio 2022, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW»; inoltre, viene riconosciuto alle imprese energivore «che hanno subito un incremento del costo per KWh superiore al 30%», rispetto allo stesso periodo 2019, «un credito di imposta, pari al 20% delle spese sostenute» per l’energia.

In una recente audizione parlamentare, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani aveva anticipato l’intenzione dell’Esecutivo di attuare un intervento per contenere gli aumenti del prezzo dell’energia realizzato su diverse direttrici: le aste di energia rinnovabile, il fotovoltaico, l’idroelettrico, la valorizzazione del gas naturale nazionale e la riduzione del peso degli oneri di sistema sulla bolletta tramite le cartolarizzazioni. «Paghiamo – sono state le sue parole – un prezzo elevatissimo per la nostra dipendenza dalla fonte primaria e abbiamo un «energy mix» troppo dipendente dall’esterno, anche se per fortuna abbiamo differenziato le sorgenti più di altri», evidenziando che «nel 2000 producevamo 16,8 miliardi di metri cubi di Gas», mentre lo scorso anno «ne abbiamo prodotti solo 3 di miliardi».

Nel contempo, il Consiglio dei ministri odierno ha stabilito un nuovo «giro di vite» contro le frodi sui bonus edilizi, compreso il Superbonus 110%: il testo licenziato prevede, infatti, che il credito di imposta sia cedibile una sola volta. Per i crediti già oggetto di cessione al 7 febbraio si potrà procedere con una sola ulteriore cessione. E i contratti che violeranno le nuove norme sulle cessioni del credito saranno considerati nulli.

 

 

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