venerdì, 7 Ottobre 2022

Governo, in settimana il decreto sul caro-bollette, poi la Nadef

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A meno di due settimane dall’avvio della competizione elettorale per il rinnovo dei vertici di numerosi comuni d’Italia (il 3 e 4 ottobre), il governo ingrana la marcia per approvare alcuni provvedimenti urgenti: tra mercoledì e venerdì, innanzitutto, con un decreto del valore di 3,5 miliardi di euro, si agirà per far fronte all’imminente aumento delle bollette di luce e gas. Com’è noto, nei giorni scorsi è stata annunciata la curva di aumenti, in autunno, però l’Esecutivo di Mario Draghi ha deciso di  contrastare la stangata sui consumi energetici dei connazionali che, altrimenti, scatterebbe dal 1° ottobre prossimo. E, sul tavolo di palazzo Chigi, vi sarebbe anche qualche misura che vada incontro al rischio legato alla cosiddetta povertà energetica, magari scommettendo su una sorta di ampliamento del bonus per le fasce di popolazione meno abbienti. Del resto, il presidente del Consiglio ha detto a chiare lettere che occorre considerare che una transizione ecologica così grande e rapida, come quella avviata, comporta anche costi economici e sociali immensi. Da un lato, però, ha ribadito la determinazione della squadra governativa,  affinché vengano protetti, specialmente i più deboli, dai costi sociali che potrebbero essere veramente significativi. La questione del caro-bollette, a quanto si apprende, però, non si fermerà nei nostri confini, giacché potrebbe approdare presto anche sul tavolo dell’Unione europea.

C’è, poi, l’ipotesi che nello stesso Consiglio dei ministri della settimana venga varata la Nota di aggiornamento al Def (la Nadef, ossia il documento che l’Esecutivo presenta alle Camere entro il 27 settembre di ogni anno per aggiornare le previsioni economiche e finanziarie del Def, Documento di Economia e finanza, in relazione alla maggiore disponibilità di dati ed informazioni sull’andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica, ndr). Rispetto alle previsioni il deficit è cresciuto meno del previsto, dunque, nella Nota potrebbe essere inferiore al 10%, quando, in precedenza, all’atto della stesura del Def, era stato indicato all’11,8%. Quanto alla crescita del Pil (Prodotto interno lordo), le cifre appaio confortanti, visto che saranno ben superiori, rispetto al 4,1% che era stato calcolato in primavera. La Nadef, come accade di consueto, fornirà anche per il governo Draghi, più di un indizio non solo sulla manovra d’autunno, ma anche sulla riforma del fisco. E qui i nodi da sciogliere riguardano, al momento, principalmente la ipotizzata revisione castale: il centrodestra (sia Lega e Fi che fanno parte della maggioranza, sia FdI, che è all’opposizione) è fermamente contrario ad un aumento delle tasse sulla casa, perché si ritiene che si colpirebbe così il ceto medio, così come ad esser critico è il M5s, mentre per Leu un aggiornamento degli estimi al reale valore delle abitazioni è un passaggio ineludibile, se si vuole un fisco equo non solo a parole.

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