Governo, il Pnrr va al «restyling»: più controlli sulle frodi e rivisti i poteri

da | 26 Feb 2024 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Governo: restyling PNRR con cabina di regia per controllare attuazione, frodi, illeciti e per rivedere i poteri

Una revisione delle «fondamenta» per rendere più stabile ed efficiente l’intera «casa» decisionale: è ciò che il governo ha in serbo per il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), mediante un decreto che sarà oggi in Consiglio dei ministri

Stando alle informazioni trapelate nelle ultime ore da Palazzo Chigi, per irrobustire la lotta alle truffe viene esteso anche ai progetti dell’iniziativa di matrice comunitaria il controllo del Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie, che ha la possibilità di chiedere informazioni su quanto stanno portando avanti Enti de Istituzioni, nonché proporre alla cabina di regia norme «ad hoc» per combattere gli eventuali illeciti; l’organismo, si apprende dalla lettura delle bozze, viene integrato anche con rappresentanti della Corte dei Conti, dell’Autorità nazionale anticorruzione, della Banca d’Italia, della Guardia di Finanza, del ministero dell’Interno, ma anche con il coordinatore della struttura di missione Pnrr, e col capo dipartimento delle politiche di coesione.

A seguire, è in arrivo pure un commissario incaricato di centrare l’obiettivo del Piano di arrivare a consegnare 60.000 posti letto per gli studenti entro il mese di giugno del 2026; la figura di coordinamento, viene segnalato, sarà nominata su proposta del ministro dell’Università e opererà all’interno dello stesso dicastero.

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Per ciò che concerne il sistema dell’«housing universitario», nelle intenzioni dell’Esecutivo l’idea è di allargare la platea dei soggetti attuatori degli interventi, includendo quelli pubblici. Scorrendo la bozza di decreto, inoltre, viene messo in luce come venga contemplata la chance di «riconoscere un contributo sotto forma di credito d’imposta anche ai proprietari degli immobili», e viene previsto «uno sconto fiscale: se aumenta il valore della rendita catastale dell’immobile, a seguito del mutamento della destinazione d’uso, l’incremento non concorre ai fini della determinazione della tassazione sugli immobili e delle imposte ipotecarie e catastali».

Uno specifico «giro di vite», poi, viene promosso per i soggetti attuatori del Piano, in generale amministrazioni, Enti locali, o società titolari di servizi pubblici, affinché la «marcia» delle iniziative non conosca rallentamenti. Stando, infatti, all’articolo 2 della bozza, il governo farà sì che si possano attivare i poteri sostitutivi nel caso in cui, dopo la verifica delle rispettive unità di missione, ci sia un disallineamento tra i cronoprogrammi degli interventi ed i dati comunicati dagli Enti al sistema informatico Regis. Inoltre, se la Commissione Ue dovesse accertare «l’omesso, o l’incompleto conseguimento degli obiettivi», l’amministrazione centrale titolare dell’intervento sarebbe obbligata a «restituire gli importi percepiti, attivando le corrispondenti azioni di recupero nei confronti dei soggetti attuatori».

Sempre in giornata, infine, dal presidente della Corte dei conti della Campania Michele Oricchio è giunto un monito: «Molte delle opere pubbliche in corso di realizzazione attingono essenzialmente ai finanziamenti del Pnrr, che si alimenta con fondi europei concessi per 2/3 a prestito», ha evidenziato, affermando che «si tratta, in altre parole, di soldi che dovranno essere restituiti dalle nostre future generazioni, sicché è un obbligo morale, prima ancora che giuridico, utilizzare al meglio le opportunità offerteci dall’Europa», ha concluso.

 

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