Governo, domani si «scoprono le carte» sul Documento di economia e finanza (Def)

da | 8 Apr 2024 | In evidenza, Primo piano

Ancora 24 ore per conoscere l’«ossatura» della programmazione economico-finanziaria del governo di Giorgia Meloni: domani, 9 aprile, infatti, il Consiglio dei ministri approverà il documento (Def) relativo al 2024

Il testo, stando a quanto annunciato dal titolare del dicastero di via XX settembre Giancarlo Giorgetti, sarà più «snello», rispetto alle passate edizioni, in virtù delle nuove norme europee di riforma della «governance» economica di Bruxelles.

A seguito del varo di Palazzo Chigi, come di consueto, il provvedimento arriverà all’esame delle due Camere, in contemporanea: il percorso parlamentare prevede prima un vaglio (celere e senza emendamenti correttivi) da parte delle due commissioni Bilancio di Montecitorio e di Palazzo Madama e, poi, un passaggio nelle due Aule con il via libera di risoluzioni con impegni di finanza pubblica per l’Esecutivo.

Giorgetti, nei giorni scorsi, aveva fatto sapere che il Pil 2024 dovrebbe crescere di «un modesto 1%». E, con il livello toccato lo scorso anno (7,2% secondo le prime stime Istat), intanto, ha detto ancora, è «scontato che la Commissione Ue raccomanderà al Consiglio di aprire una procedura di disavanzo eccessivo nei confronti del nostro, come di altri Paesi» comunitari.

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In giornata, intanto, è previsto che l’Agenzia delle Entrate fornisca al ministero dell’Economia il consuntivo delle ultime comunicazioni raccolte fino al 4 aprile sugli sconti in fattura e sulle cessioni dei crediti dei bonus edilizi per le spese del 2023 e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese del 2020, 2021 e 2022; starà, perciò, ai tecnici del dicastero il compito di ricalcolare l’impatto delle agevolazioni nelle costruzioni (in particolare relative al Superbonus 110%, sulle cui richieste cui è oramai «calato il sipario») in merito al deficit, ma ancora di più sul debito.

Va ricordato, infatti, che nella Nadef (la Nota di aggiornamento al Def) l’indebitamento netto di quest’anno era fissato al 4,3% del Pil e il debito al 140,1% ed il governo intenderebbe non discostarsi troppo da quelle stime, dando nel Def soltanto «il quadro tendenziale». Uno scenario che, necessariamente, dovrà tener conto delle cifre relative agli oneri dei bonus in edilizia: di recente è stato il sottosegretario all’Economia, Federico Freni ad esprimersi in merito, parlando di costi per «oltre 210 miliardi», una soglia che non ha mancato di destare preoccupazione negli ambienti governativi, anche perché, in questa fase, Palazzo Chigi è da più parti accusato di aver «sacrificato» risorse destinate alla sanità pubblica.

Partecipando, infine, ad un evento a Trieste, Giorgetti è tornato sul tema, in mattinata: «Si chiude la stagione del Superbonus con una eredità pesantissima per i conti pubblici e, quindi, per tutti gli italiani. Questa è la realtà e, quindi, nei prossimi anni dovremo farci carico di pagare questo debito che è stato fatto», ha scandito il ministro, affermando di voler «rispettare esattamente gli obiettivi della Nadef presentata in autunno per una questione di credibilità. Se c’è qualcosa da correggere, la correggeremo ma, sostanzialmente, siamo in linea», ha aggiunto.

 

 

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