Giorgetti: sul Superbonus stop all’allucinazione

da | 27 Dic 2023 | In evidenza, Primo piano

Il ministro alla Camera: basta con l’idea che tutto sia dovuto

Il bonus al 70% “vi assicuro che, visto da fuori, è già tantissimo”. Urge, quindi, “uscire da questa allucinazione di questi anni in cui tutto ci sembra dovuto”. Per quanto riguarda i dati “sono addirittura peggiori di quelli previsti dalla Nadef”. Comunque “sarà il Parlamento a decidere, ma io so qual è il limite oltre il quale non si può andare, lo dirò in Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda la legge di bilancio “non ci saranno manovre aggiuntive”. A parlare è il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, intervenuto in commissione bilancio alla Camera per discutere della manovra e non solo. Oltre al Superbonus, infatti, il ministro ha risposto ad alcune domande su Mes e nuovo patto di stabilità, partendo da una granitica certezza: “il problema dell’Italia si chiama debito”.

Il 110 è stato, come immaginabile, uno degli argomenti più discussi durante l’intervento del ministro. L’attuale governo ha posto dei limiti alla misura, anche se alcune anime della maggioranza stanno spingendo per ulteriori proroghe. Secondo Giorgetti “è il Parlamento a decidere, ma io so quale è il limite oltre il quale non si può andare, questa è la realtà dei numeri.

Il superbonus è come una centrale nucleare che ancora non riusciamo a gestire”. Anche il bonus al 70%, “vi assicuro che visto da fuori è tantissimo, dobbiamo uscire un po’ da questa allucinazione di questi anni in cui ci sembra tutto dovuto, anche perché, quando fai debito lo paghi. Si parla di miliardi sottratti agli italiani alle famiglie italiane, di spesa per la previdenza“.

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Molti i riferimenti alla situazione debitoria dell’Italia, citata anche per rispondere alla domanda sul Mes: “Il Mes né la causa né la soluzione ai nostri problemi. Il nostro problema si chiama debito, in particolare quanto costa. E questo va a tenuto sotto controllo o questo Paese non ce la fa. O meglio, ce la fa ma mantenendo la rendita e non premiando chi fa produzione, chi lavora e intraprende che invece è la visione che dovrebbe avere questo governo”.

Su questa lunghezza d’onda anche le dichiarazioni sulla manovra: negli ultimi giorni sono emerse alcune indiscrezioni sull’arrivo di una serie di norme correttive che avrebbero portato a un ulteriore aggravio di spesa. Giorgetti ha affermato chiaramente che “le previsioni della Nadef e le correzioni previste dalla Nadef sono coerenti con quello che è previsto dal nuovo Patto di stabilità e crescita. Quindi, non sono previste manovre diverse o aggiuntive”.

Sulla riforma del patto di stabilità “la valutazione complessiva dovrà essere fatta tra qualche tempo”, ma senza modifiche “si sarebbe tornato al vecchio regime; quindi, si tratta comunque di un passo avanti”. Anche se “rispetto all’impianto originario si è fatto un passo indietro, perché è stato introdotto, come ho sentito dire, il caos totale in un sistema già confusionario.

Abbiamo introdotto tantissime clausole per richieste di diversi Paesi. Ogni Paese ci ha messo del suo per arrivare al consenso dei 27, altrimenti non si andava avanti. È un compromesso, la valutazione la faremo tra qualche tempo”. Comunque “il 2024 non sarà toccato dalle nuove regole, come ho sempre detto, anche in Parlamento, non può che partire dal 2025”. Per il 2024, ha concluso Giorgetti, si avrà “un meccanismo misto di vecchie e nuove regole”.

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