Giorgetti: 21 miliardi per la crisi energetica

da | 9 Nov 2022 | Meccanica ed efficienza energetica

Il nodo energia al centro delle politiche economiche del nuovo Governo

A confermare la rotta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in occasione dell’ audizione nelle commissioni speciali congiunte di Camera e Senato nell’ambito dell’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef).

In considerazione dell’incertezza del quadro economico di riferimento, dice Giorgetti, “il Governo è intenzionato a destinare le risorse disponibili per il 2023 (circa 21 miliardi) al contrasto della crisi energetica, favorendo al contempo politiche di contenimento dei consumi e di risparmio energetico. In particolare, per i primi mesi del 2023 si prevede il rinnovo delle misure relative ai crediti di imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia e gas, al contenimento degli oneri generali di sistema per le utenze di energia elettrica e gas, al taglio al 5 per cento dell’IVA sui consumi di gas e alla proroga delle agevolazioni tariffarie per i consumi elettrici e di gas in favore degli utenti economicamente svantaggiati.

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Il titolare del dicastero di Via XX Settembre ha anche ricordato come il Governo “stia verificando la possibilità di impiegare le risorse disponibili della programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi Sie) per misure di riduzioni dei costi energetici di imprese e famiglie”.

Tra i temi oggetto di audizione anche il capitolo Superbonus sul quale, esordisce Giorgetti, “è necessario fare alcune considerazione”, a partire dal fatto che i bonus edilizi stanno causando “rilevanti maggiori oneri” rispetto alle stime.

L’incremento, sulla base delle informazioni al primo settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi sull’intero periodo di previsione. In particolare per il prossimo triennio 2023-2026 i maggiori oneri determinano un maggior onere, con il conseguente peggioramento della previsione delle imposte dirette per importi compresi tra gli 8 e i 10 miliardi di euro in ciascun anno, che potrebbe pregiudicare l’adozione di altre tipologie di intervento.

Peraltro, la stima degli oneri per il Superbonus 110% potrebbe subire un ulteriore incremento a fine anno considerando anche i dati al 30 settembre pubblicati da Enea.

 

 

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