mercoledì, 5 Ottobre 2022

Giordano (Ispettorato del lavoro): più controlli in edilizia. I professionisti? «Sono nostri alleati»

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L’insediamento del direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) Bruno Giordano è avvenuto in un anno, il 2021, caratterizzato dall’approvazione del decreto 146, che ha (tra l’altro) «stretto i bulloni» alle norme sulla sicurezza. E i dati sui controlli in edilizia risentono, a giudizio dello stesso vertice dell’organismo, della «efficacia» degli interventi legislativi, in una fase nella quale aumenta l’attenzione per favorire il corretto svolgimento delle mansioni nei cantieri edili, la cui attività è incrementata, grazie alla diffusione dei vari «bonus» per le ristrutturazioni degli edifici: dall’entrata in vigore del provvedimento, il 22 ottobre scorso, e fino al 31 dicembre 2021, l’Ispettorato «ha disposto 414 sospensioni di attività per motivi di sicurezza» e le principali violazioni accertate riguardano «la mancata formazione e addestramento» degli occupati, «la mancata elaborazione del Dvr (Documento valutazione rischi), la mancata elaborazione del Pos (Piano operativo di sicurezza)», nonché «la mancata protezione da caduta nel vuoto».

Su oltre 13.000 violazioni accertate nell’intero anno 2021, inoltre, «il 43% riguarda la sorveglianza sanitaria, il 22% la formazione e informazione, il 20% i rischi elettrici, il 6% la mancata valutazione dei rischi». E, si apprende, «in seguito dell’attività di vigilanza speciale in edilizia disposta dall’Inl nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre dell’anno passato, l’87% delle oltre 5.000 imprese controllate è risultato irregolare in materia di sicurezza del lavoro».

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Le norme del decreto 146, ha spiegato Giordano, «non solo sono efficaci, ma sono quelle che la comunità attendeva per il buon funzionamento delle ispezioni in materia di lavoro. In primo luogo, è stata creata la sede di un coordinamento tra gli organi di vigilanza, che prima era previsto, ma non in modo così efficiente come ci si aspettava, e in secondo luogo è stata data all’Ispettorato la stessa competenza generale delle Asl in materia di lavoro e questo serve anche a compensare il fatto che, nelle Asl, gli ispettori, negli ultimi 10 anni, son più che dimezzati», ha dichiarato.

Quanto al rapporto dell’Ispettorato con gli esponenti delle libere professioni, incluse quelle dell’area tecnica, tra cui vi sono i periti industriali ed altre figure esperte di sicurezza sul lavoro, «noi – ha affermato il direttore – li consideriamo i principali nostri alleati, perché più fanno bene e correttamente il loro lavoro, meno violazioni ci sono. La vera prevenzione su cui noi contiamo, più che quella legata alle scelte del singolo imprenditore, si rifà all’azione del suo consulente». Chi ha un capitale e crea un’azienda, ha argomentato Giordano, «può non capire di sicurezza, di fisco», e di altre questioni tecniche. Ecco perché l’Ispettorato conta (anche) sui professionisti per «rafforzare la legalità del lavoro».

 

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