Formazione e parità di genere come stella polare per il futuro della professione

da | 20 Dic 2023 | Il punto

La formazione di qualità e la parità di genere come punti cardine del futuro delle professioni ordinistiche. Ne abbiamo parlato recentemente insieme agli altri ordini professionali in occasione del tavolo sul lavoro autonomo convocato dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone. L’ultimo appuntamento del 2023, nel quale si è tracciato un bilancio dell’anno appena concluso e si sono poste le basi per il 2024, anno denso di importanti novità.

Molti i temi trattati con un unico filo conduttore, quello del futuro delle professioni ordinistiche. Un futuro che non può che passare da una formazione di qualità, settata sulle esigenze dei professionisti e del mercato del lavoro. È ormai noto l’annoso problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, con realtà pubbliche e private che fanno fatica a trovare le risorse in possesso delle competenze giuste. Un problema che diventa ancora più pressante con l’attuazione del Pnrr e la necessità di velocizzare i lavori per rispettare le scadenze. Da parte nostra l’attenzione sul tema è massima, come sottolineato anche durante il tavolo ministeriale. Serve una formazione all’avanguardia, fatta su misura, che risponda sia agli interessi dei lavoratori che alle necessità delle imprese e del mondo delle professioni. Proprio per questo da anni ormai stiamo lavorando insieme alle altre professioni tecniche alla revisione del percorso formativo universitario dei futuri professionisti, quindi come chiede la legge Manfredi, ai nuovi percorsi abilitanti  professionalizzanti ma soprattutto tradizionali. Bisogna lavorare per fare in modo che il sistema formativo, sia durante che dopo gli studi, sia più moderno e più efficace.

Altro tema dirimente per il futuro delle professioni è quello della parità di genere. Dobbiamo lavorare tutti insieme per favorire l’inclusione della componente femminile, far si che le donne partecipino sempre di più alla vita associativa, anche nei vertici. Una spinta forte in questo senso deve arrivare proprio dagli organi istituzionali, dagli enti come i consigli nazionali di categoria, che devono mettere in moto tutte le azioni possibili affinché si creino le condizioni per combattere le disuguaglianze di genere. Un punto sul quale non si può più aspettare. Come Cnpi siamo già attivi sul tema e con il nuovo regolamento elettorale abbiamo garantito proprio la presenza delle donne nei consigli. Ma vogliamo e dobbiamo fare ancora di più. Da soli però non possiamo farcela, ci serve il supporto del governo che deve aiutarci a sostenere il processo di riforma. Noi siamo come sempre pronti a collaborare per il futuro di questo Paese.

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