mercoledì, 5 Ottobre 2022

Fondo perequativo, al via le domande per l’ultimo (ad oggi) sostegno contro il Covid

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Al via le domande per il fondo perduto perequativo. Con un provvedimento del 29 novembre, infatti, l’Agenzia delle entrate ha annunciato l’apertura del canale di trasmissione della misura di sostegno introdotta dall’articolo 1 del dl Sostegni bis (dl 73/2021). Le domande dovranno essere inviate entro il 28 dicembre.
Si tratta dell’ultima tranche (almeno fino ad ora) dei contributi a fondo perduto definiti dal governo per fronteggiare gli effetti della pandemia. In particolare, il perequativo fa riferimento alle nuove metodologie di calcolo del contributo presente nel Sostegni bis; a differenza degli altri ristori pubblici, infatti, il dl 73 esclude dal calcolo sul calo di fatturato i primi tre mesi del 2020, periodo nel quale l’emergenza ancora non era iniziata.

La richiesta del sostegno, quindi, potrà essere inviata direttamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle entrate nel periodo che va dal 29 novembre al 28 dicembre. Sul sito delle Entrate è possibile reperire tutte le informazioni sul beneficio, a partire dalla quantificazione degli importi. Per calcolare la somma che sarà erogata dalle Entrate, sarà necessario: calcolare la differenza tra il risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 con quello in corso al 2019; saranno ammessi al contributo tutti coloro che registreranno una differenza pari almeno al 30%. Una volta fatto questo, sarà necessario sottrarre i contributi a fondo perduto ricevuti dall’inizio della pandemia (decreto Rilancio, Agosto, Ristori, Natale, Sostegni e Sostegni bis). In questo modo, secondo la logica seguita dal governo, chi non ha ricevuto aiuti potrà godere di una somma più alta dal perequativo. Una volta identificato il calo del risultato economico e la somma degli aiuti già ricevuti, si arriverà alla somma sulla quale applicare le percentuali, indicate già dal decreto 73: si avrà un 30% se i ricavi o i compensi del 2019 non hanno superato i 100.000 euro, 20% con ricavi compresi tra 100.000 e 400.000; 15% con ricavi tra i 400.000 e il milione di euro, 10% con ricavi tra uno e cinque milioni di euro e il 5% tra 5 e 10 milioni. Non è prevista una soglia minima degli importi, mentre gli stessi non potranno in nessun caso superare i 150.000 euro.

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Come detto, le domande dovranno essere inviate attraverso il portale “Fatture e corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle entrate. L’istanza dovrà contenere una serie di informazioni: oltre a quelle anagrafiche e al dettaglio sul rispetto dei requisiti richiesti dall’agevolazione si dovrà indicare: “la scelta, irrevocabile, se utilizzare l’importo del contributo come credito di imposta, l’importo del contributo richiesto se rideterminato rispetto ai primi sostegni e il quadro con gli aiuti di stato ricevuti durante il periodo di emergenza”, si legge sul sito dell’Agenzia. Potranno presentare la domanda anche gli intermediari abilitati. In caso di errore, sarà possibile presentare una nuova richiesta in sostituzione della precedente. Sarà possibile anche presentare una rinuncia al contributo.

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