martedì, 27 Settembre 2022

Fisco, agosto e settembre «roventi» per i professionisti

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Dal 20 adempimenti «vecchi» e novità legate alla legislazione frutto del Covid

Obblighi fiscali «a go go» a partire dal 20 agosto e fino alla fine di settembre. E il «macigno» sulle spalle dei professionisti intermediari dei contribuenti è reso ancor più pesante dalle novità introdotte dai provvedimenti governativi emergenziali legati alla diffusione dell’epidemia da Covid-19. A lanciare l’allarme sulla mole di «163 adempimenti» che renderà caldissime le giornate lavorative di fine estate è stato il sindacato dei giovani dottori commercialisti (Ungdcec): è «indispensabile una programmazione equilibrata per rendere il fisco giusto e di facile comprensione a vantaggio di tutte le parti in causa, in primis per le casse dello Stato. Altrimenti, si rischierà la paralisi», ha affermato il presidente Matteo De Lise.

Il differimento di alcune scadenze a metà settembre è stato previsto dal decreto Sostegni bis, tuttavia, come accennato, le incombenze sono significative, sia per il numero, sia per l’impegno che deve esservi dedicato: ci sono, infatti, da gestire il versamento periodico sulle accise, l’imposta sulle assicurazioni, la comunicazione mensile delle operazioni con l’estero (Esterometro), l’imposta di bollo sugli assegni circolari, il versamento sull’imposta sugli intrattenimenti, la liquidazione e versamento Iva mensile di luglio 2021 e del secondo trimestre 2021.
E, poi, occorre pagare i contributi dei lavoratori dipendenti, occasionali e incaricati alle vendite, parasubordinati, medici in formazione specialistica, senza tralasciare le addizionali comunali, provinciali e regionali all’Irpef dei lavoratori dipendenti, i versamenti per l’avviamento delle attività commerciali e per i contributi in conto esercizio e per i premi, i versamenti su polizze vita e provvigioni ed il versamento delle ritenute su redditi assimilati a lavoro dipendente, sul lavoro dipendente e sul lavoro autonomo e altri redditi, e così via.

Ad agosto i professionisti troveranno sul tavolo pure qualche appuntamento tributario nuovo di zecca: è il caso, ad esempio, dell’invio all’Agenzia delle Entrate da parte di coloro che facilitano la vendita a distanza di beni soggetti ad Iva nell’Unione europea tramite l’uso di strumenti elettronici (come una piattaforma online) dei dati relativi alle vendite effettuate nel secondo trimestre dell’anno.

Inoltre, ha spiegato l’Ungdcec, appellandosi alle Istituzioni, «senza una nuova definizione dei termini per le impugnative, che possa permetter una giusta valutazione della cartella, a settembre ci troveremo ad affrontare oltre sessanta milioni di cartelle esattoriali inviate da Agenzia delle Entrate-Riscossione», dunque si rinnova la richiesta al governo di Mario Draghi, affinché metta in campo una «task force» operativa, coinvolgendo anche i professionisti, per pianificare la lavorazione delle nuove cartelle esattoriali, con l’obiettivo di assicurare l’incasso all’amministrazione finanziaria e una necessaria dilazione dei pagamenti ai contribuenti».

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