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EYE 2026: importante occasione di confronto tra i tecnici dell’UE

da | 6 Ott 2025 | Interviste

Le interviste a Tommaso Vanneschi e Timoteo Lamkin che hanno partecipato all’evento come membri dell’Associazione Nazionale Giovani Periti Industriali (ANGPI) 

Dal 18 al 21 settembre 2025 si è svolta a Tbilisi, in Georgia, la 55ª Conferenza internazionale EYE (European Young Engineers), ospitata presso la Georgian Technical University.

La conferenza ha affrontato temi cruciali come sostenibilità, intelligenza artificiale, smart grid, tecnologie emergenti, urbanistica comparata e il ruolo dei giovani tecnici nella connessione tra ricerca e professione. Hanno partecipato le delegazioni provenienti da diversi Paesi, con un programma ricco di sessioni plenarie, panel tematici, workshop e momenti culturali.

A Tbilisi è stato annunciato che il prossimo appuntamento primaverile dell’EYE si terrà in Italia, aprendo importanti prospettive per la Categoria dei Periti Industriali. 

Intervista a Tommaso Vanneschi

La 55ª Conferenza internazionale EYE si è svolta a Tbilisi: quali sono stati i punti salienti dell’evento?

È stata un’esperienza intensa e altamente formativa. La Georgian Technical University ha ospitato con grande professionalità un programma ricco di sessioni plenarie, panel tematici, workshop e visite tecniche. A tutto questo si sono aggiunti momenti culturali, che hanno permesso di costruire legami più solidi tra le delegazioni provenienti da diversi Paesi

Quali tematiche hanno suscitato maggiore interesse tra i partecipanti?

I temi più discussi sono stati la sostenibilità e le strategie energetiche, ma anche le applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale e delle smart grid nei settori produttivi. Molto apprezzati anche i focus sulle tecnologie emergenti e sul cloud per soluzioni scalabili, oltre alle esperienze comparate di urbanistica e infrastrutture a livello europeo. Centrale è stato il tema dell’integrazione tra ricerca, professione e formazione dei giovani ingegneri e tecnici. E’ stata un’ottima occasione per confrontare il punto di vista, le aspettative e soprattutto gli approcci tra tecnici omologhi nei vari paesi europei. Interessantissima la visita alla centrale idroelettrica il quale bacino funge anche da riserva idrica: è bello riflettere su come l’acqua sia sempre una risorsa fondamentale nella storia

In che modo la conferenza ha contribuito alla crescita della comunità professionale italiana?

La partecipazione ci ha permesso di confrontarci con esperienze internazionali, di acquisire buone pratiche e di consolidare la rete di relazioni del CNPI. È stata un’occasione per rafforzare il ruolo dell’Italia all’interno di EYE, mostrando la qualità e la preparazione dei nostri professionisti e aprendo nuove prospettive di collaborazione.

Qual è il valore più grande che porta a casa la delegazione italiana?

Direi la conferma che la rete EYE è un punto di riferimento strategico. Non solo per crescere professionalmente, ma anche per valorizzare la nostra categoria. Abbiamo la consapevolezza che, grazie a eventi come questo, i Periti Industriali italiani possono incidere sempre di più nel dibattito tecnico europeo e contribuire a soluzioni innovative per il futuro.

 

Intervista a Timoteo Lamkin

È stato annunciato che la prossima edizione primaverile dell’EYE si svolgerà in Italia: cosa significa questo per la comunità dei Periti Industriali?

Personalmente lo vedo come un’occasione storica. Portare l’evento nel nostro Paese significa innanzitutto valorizzare la figura del Perito Industriale, specie fra i giovani. Rendere l’Italia fulcro della rete EYE ci permette di mostrare le nostre competenze al livello internazionale e di creare un ponte diretto tra le nuove generazioni e il panorama tecnico europeo.

Quali sono le sfide organizzative più rilevanti che l’Italia dovrà affrontare per ospitare la conferenza?

Le sfide sono numerose, ma non insormontabili. Occorrerà strutturare un comitato organizzativo efficace, con ruoli chiari e collaborativi. Bisognerà trovare volontari motivati, attivare un sistema di comunicazione forte e costante, e coordinare le fasi preparatorie attraverso meeting regolari e controlli sullo stato di avanzamento. L’obiettivo è evitare ritardi e garantire qualità in ogni dettaglio, dalla logistica ai contenuti.

Come pensa di coinvolgere la comunità professionale italiana, in particolare i giovani, nell’evento?

Credo che il coinvolgimento passi per la proattività: offrire opportunità concrete di partecipazione, come ruoli da volontariato, contributi nei workshop, e occasioni formative collegate all’evento. La nostra associazione – come già stiamo facendo – inviterà periti industriali, studenti e tecnici a unirsi al progetto. È fondamentale che il “volto italiano” dell’EYE sia rappresentativo, inclusivo e ricco di energie nuove.

Qual è la sua visione di lungo periodo per l’Italia e per i giovani Periti Industriali, a partire da questa esperienza?

La visione è quella di un’Italia sempre più protagonista nel mondo tecnico-scientifico europeo. Da questa esperienza vorrei che nascesse una rete stabile di collaborazione internazionale, che i giovani siano spinti a crescere oltre i confini nazionali, e che il ruolo del Perito Industriale acquisisca maggiore riconoscimento e prestigio. Il successo dell’evento può essere un catalizzatore per sviluppi futuri nella formazione, nella ricerca e nell’innovazione.

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