La figura è obbligatoria per imprese ed enti con elevati consumi energetici e serve per il controllo dei consumi e la diffusione di buone pratiche di efficientamento energetico
C’è un adempimento molto importante in scadenza alla fine di aprile (30/4): riguarda la nomina dell’Energy Manager, figura di assoluto rilievo e obbligatoria per aziende, enti pubblici o strutture complesse con elevati consumi energetici, al fine di supportare le stesse aziende/enti nelle decisioni inerenti gli aspetti collegati all’efficientamento energetico.
Energy Manager: per quali imprese/enti è obbligatorio?
In particolare, in virtù di quanto previsto dall’art.19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, devono procedere a dotarsi di un Energy Manager i soggetti che superano 10.000 tep/anno nel settore industriale e 1.000 tep negli altri settori. Anche i soggetti non obbligati possono nominare volontariamente un energy manager per migliorare la gestione dell’energia.
Massima attenzione anche per le PA: l’obbligo, infatti, riguarda anche i Comuni e le le Città metropolitane che superano i 1.000 tep/anno di consumi energetici, soglia che corrisponde generalmente ad amministrazioni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti.
Ai fini della valutazione del raggiungimento delle soglie d’obbligo va considerata tutta l’energia gestita dall’ente/impresa, a prescindere che sia a titolo oneroso o gratuito, che sia riferita a immobili di proprietà o locati o, ancora, che sia acquistata in modo diretto o tramite contratti di servizio energetico.
Secondo la legge l’incarico di tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia consiste nella raccolta e nell’analisi dei dati sui consumi energetici e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia nella propria struttura – ossia nell’essere un Energy Manager – e può essere svolto sia da un dipendente, sia da un consulente esterno.
Chi viene nominato responsabile ai sensi dell’articolo 19 della legge 10/91 viene inserito nell’elenco (non si tratta di un albo) curato e gestito dalla FIRE (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia) per incarico del MASE.
Il rispetto della procedura evita sanzioni e facilita l’accesso a strumenti come i certificati bianchi.
Energy Manager: cosa fa
Il compito principale dell’Energy Manager è analizzare i consumi energetici, ottimizzarli e promuovere interventi di efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre i costi e migliorare le prestazioni complessive dell’organizzazione.
Il ruolo assume caratteristiche diverse in base alle dimensioni della struttura. Nelle organizzazioni complesse l’Energy Manager è spesso un dirigente, supportato da un team tecnico, capace di incidere sulle politiche energetiche e sulle scelte strategiche. Nelle realtà più piccole, invece, la funzione è generalmente svolta da un consulente esterno con competenze tecniche, con una capacità di intervento gestionale più limitata.
In ambito residenziale, infine, non esiste una vera figura di Energy Manager: le attività si avvicinano piuttosto a quelle dell’energy auditor, svolte da reti di supporto o da professionisti che si occupano di certificazione energetica.
Le attività operative dell’Energy Manager comprendono il monitoraggio dei consumi tramite audit energetici o sistemi di telecontrollo, l’ottimizzazione dell’uso degli impianti, la promozione di comportamenti energeticamente consapevoli tra dipendenti e utenti e la proposta di investimenti migliorativi, valutandone la fattibilità tecnica ed economica. Spesso rientrano nelle sue competenze anche gli acquisti di energia, con l’obiettivo di contenere i costi e gestire correttamente i carichi per evitare penalizzazioni economiche.
Un ulteriore ambito, meno diffuso ma strategico, è la collaborazione con l’ufficio acquisti per favorire il green procurement e l’acquisto di macchinari efficienti, valutati secondo il costo del ciclo di vita.
Le principali difficoltà del ruolo derivano dalla necessità di dialogare con figure non tecniche e di coordinarsi con molteplici funzioni aziendali. Per questo è fondamentale il supporto dei vertici e l’adozione di sistemi di gestione dell’energia, come quelli certificati ISO 50001.
L’Energy Manager ideale unisce competenze tecniche, capacità di valutazione economica, conoscenza normativa e abilità comunicative, maturate attraverso esperienza e aggiornamento continuo.
Come comunicare la nomina
La nomina di legge è annuale e va inviata alla FIRE, che gestisce per conto del MASE le nomine, ne promuove il ruolo e pubblica annualmente l’elenco degli Energy Manager nominati. L’adempimento si può perfezionare tramite la piattaforma dedicata NEMO, previa accreditamento.
Le linee guida per il processo di nomina dell’Energy Manager sono disponibili al seguente link.












