mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Efficienza energetica, la Ue prepara la stretta per gli edifici

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Dal 2030 per ogni proprietario che vende la propria abitazione potrebbe essere obbligatorio effettuare interventi di riqualificazione energetica, proporzionati allo stato di partenza dell’abitazione e alla classe di efficienza energetica che può raggiungere. E’ una delle proposte a cui la Commissione europea sta lavorando in vista della presentazione della nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici attesa per il 14 dicembre. Sugli edifici, la Commissione vuole aggiornare la direttiva Ue del 2018 con obiettivi più ambiziosi per le case nuove, che dal 2030 dovrebbero essere a zero emissioni. Per gli edifici vecchi la portata del rinnovo obbligatorio della classe energetica dovrà essere proporzionata e fattibile rispetto alla classe di partenza dell’immobile.

La portata del rinnovo della classe energetica dovrà essere proporzionata allo stato di partenza dell’immobile, dovrà cioè essere fattibile rispetto alla categoria energetica di partenza. Saranno esclusi gli edifici storici.

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Se confermate, le proposte dell’esecutivo Ue dovrebbero contemplare anche standard minimi di prestazione energetica e indicazioni dettagliate per i piani nazionali di riqualificazione energetica dell’edilizia. Sarebbe inoltre prevista l’introduzione di nuovi strumenti per agevolare l’esecuzione delle ristrutturazioni degli immobili da parte dei proprietari.

In questo contesto si sta pensando di utilizzare la leva del credito e si sta valutando anche la possibilità di incentivare gli interventi delle società elettriche ed energetiche in quanto capaci di assumersi il rischio del finanziamento iniziale e di ripagare gli investimenti con i risparmi sull’energia.

Nel pacchetto ci saranno anche provvedimenti sul metano, sulla ’decarbonizzazione’ del settore del gas e per promuovere tecnologie e pratiche per aumentare l’assorbimento della CO2 da parte dei suoli agricoli e dell’industria.

Il pacchetto potrebbe subire modifiche anche sostanziali prima dell’adozione da parte del collegio dei commissari. La nuova certificazione, potrebbe dunque diventare più stringente e sarebbe obbligatoria per gli edifici da costruire, da ristrutturare, in caso di vendita o di rinnovo dell’affitto. Agli Stati membri verrebbe richiesto di assicurare che dal 2027 gli edifici pubblici appartengano alla classe F e dal 2030 dovranno salire di una altro gradino alla classe E. Gli edifici residenziali, case e appartamenti, dovranno rientrare almeno nella classe F da gennaio 2030 e salire alla classe E dal 2033.

Ma l’intervento sull’edilizia va oltre, in quanto una priorità del Green Deal. Non solo perché gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico totale e del 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia nell’Ue, ma anche perché le riqualificazioni creano lavoro. Centosessantamila posti in 10 anni nel solo settore dell’edilizia green, secondo le stime della Commissione.

L’intervento sugli immobili è quindi già previsto in altre proposte in discussione, come l’Ets sul riscaldamento o le norme sull’efficienza energetica, con l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di rinnovare ogni anno almeno il 3% della superficie totale degli edifici di proprietà. Oltre alle regole, la nuova direttiva sull’efficienza energetica punterà a rimuovere gli ostacoli più comuni alla riqualificazione e indicherà nuovi strumenti per facilitare le ristrutturazioni da parte dei proprietari. In questo contesto si sta pensando di utilizzare la leva del credito e si sta valutando anche la possibilità di incentivare gli interventi delle società elettriche ed energetiche in quanto capaci di assumersi il rischio del finanziamento iniziale e di ripagare gli investimenti con i risparmi sull’energia.

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