martedì, 27 Settembre 2022

«Effetto Ucraina» sulle borse, sale il prezzo dell’energia (e c’è timore per le scorte)

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L’operazione militare della Russia in Ucraina, scattata poco prima delle 4 del mattino (ora italiana), sta producendo fibrillazioni sui mercati azionari: le maggiori ricadute economiche, nelle ultime ore, si sono avute ad Amsterdam, dove i «future» sul prezzo del gas sono schizzati fino al 41%, e ha preso il volo anche il petrolio con il Brent a 105 dollari (+8%) e il Wti oltre quota 100 dollari (+8,6%), insieme al gas (giunto a 117,2 euro al megawattora, +32%, dopo un massimo di +41% a 125 euro). In discesa le piazze asiatiche ed europee, mentre la Borsa di Mosca è arrivata a cedere fino al 45%. E ha bruciato 180 miliardi di capitalizzazione.

La piazza della capitale russa, poi, ha subito uno scossone dopo l’annuncio, in mattinata, da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, di «sanzioni massicce e mirate» che «avranno un impatto molto pesante» sul Paese: si è, dunque, assistito allo sgretolamento delle quotazioni dei grandi gruppi quotati russi, in gran parte a partecipazione statale. Si tratta dei colossi dell’energia Gazprom, Rosneft e Lukoil, che sono arrivati a perdere rispettivamente il 40%, il 44,5% e il 26%.

Inevitabili appaiono i riflessi sulla situazione italiana, dopo giorni di affanno (e di proteste degli autotrasportatori che, anche oggi, incolonnandosi con i Tir, hanno bloccato diverse aree della Penisola, tra cui il porto di Palermo) per la salita del costo del carburante. A lanciare l’allarme, nel pomeriggio, il presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome Massimiliano Fedriga: «La situazione che si sta determinando, a seguito dell’aumento delle tariffe dell’energia elettrica e del rincaro dei carburanti, sta diventando preoccupante, anche in relazione alle proteste degli autotrasportatori. C’è – ha proseguito – il rischio di possibili blocchi di approvvigionamento e di circolazione delle merci, in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questo motivo chiediamo che il Governo attivi al più presto su questi temi un tavolo di confronto con le Regioni coinvolte», ha sottolineato.

In una giornata di grande preoccupazione per le scorte energetiche e per gli effetti della crisi internazionale sugli utenti, l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha messo in evidenza, dati alla mano, quanto siano già stati particolarmente elevati, lo scorso anno, i costi per le famiglie italiane: nel 2021, ha dichiarato, infatti, il presidente Stefano Besseghini, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori, «la spesa annuale per la bolletta elettrica è stata mediamente di 631 euro, +30% rispetto al 2020, mentre la spesa annuale per la bolletta del gas è stata di 1.130 euro, +15%» al confronto con l’annualità precedente. Va tenuto presente, ha precisato dinanzi ai parlamentari il vertice dell’Authority, che il 2020 è stato l’anno in cui si è diffusa la pandemia da Covid, nel quale i prezzi avevano subito un calo, mentre «nella seconda parte del 2021 sono significativamente cresciuti».

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