Economia circolare: pubblicato il metodo standard per misurare la circolarità

da | 6 Dic 2022 | Ambiente, cave e miniere

Il MASE ha annunciato la pubblicazione, avvenuta lo scorso 30 novembre, della specifica tecnica UNI/TS 11820 “Misurazione della circolarità – Metodi ed indicatori per la misurazione dei processi circolari nelle organizzazioni”

 

La metodologia è stata messa a punto dalla Commissione tecnica UNI 057 che si sta occupando della elaborazione di standard sull’Economia circolare a cui ha partecipato attivamente anche il MASE e nella cui stesura sono state coinvolte oltre 150 organizzazioni che hanno contribuito a fornire feedback e a stilare le specifiche tecniche.

La specifica tecnica

La specifica tecnica UNI/TS 11820 diventa uno strumento operativo, punto di partenza per una efficace misurazione della circolarità per le imprese ed altre organizzazioni, un metodo per misurare il miglioramento della circolarità nelle politiche aziendali e di settore.

In particolare, il documento definisce come raccogliere le informazioni utili per la misurazione della circolarità e prevede un set di indicatori (71 in totale, tra quantitativi, qualitativi e quanti-qualitativi) utili alle organizzazioni per verificare l’efficacia delle loro strategie.

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Gli indicatori si dividono in 7 categorie e comprendono:

  1. risorse materiche e componenti;
  2. risorse energetiche e idriche;
  3. rifiuti ed emissioni;
  4. logistica;
  5. prodotto e servizio;
  6. risorse umane;
  7. asset, policy e sostenibilità.

La specifica tecnica dà la possibilità alle organizzazioni italiane di dotarsi di un proprio strumento di confronto e di scambio sperimentale e prepararsi alle prospettive internazionali.

La strategia nazionale per l’economia circolare

L’attività – rimarca il MASE – è attuativa della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, adottata dal MASE lo scorso giugno, la quale, al capitolo 9, evidenzia la strategicità della misurazione dell’economia circolare.

La “Strategia nazionale per l’economia circolare”, nello specifico, è un documento programmatico, all’interno del quale sono individuate le azioni, gli obiettivi e le misure che si intendono perseguire nella definizione delle politiche istituzionali volte ad assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare.

Con la “Strategia nazionale per l’economia circolare”, si intende, in particolare, definire i nuovi strumenti amministrativi e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, affinché siano competitive in termini di disponibilità, prestazioni e costi rispetto alle materie prime vergini.

A tal fine, la Strategia agisce sulla catena di acquisto dei materiali (Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti verdi nella Pubblica Amministrazione), sui criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), sulla responsabilità estesa del produttore e sul ruolo del consumatore, sulla diffusione di pratiche di condivisione e di “prodotto come servizio”.

La Strategia, inoltre, costituisce uno strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e definisce una roadmap di azioni e di target misurabili da qui al 2035.

Non solo: questa tappa è determinante nel quadro nel progetto “Advanced policy instruments for circular economy” volto a elaborare indicazioni utili al fine di accelerare la transizione verso l’economia circolare in Italia anche tramite una armonizzazione del quadro di monitoraggio.

Un progetto attivato con OCSE dal MASE, in collaborazione con il Ministero dell’industria e del made in Italy, ENEA ed ISPRA, nell’ambito dello strumento di supporto tecnico (TSI) della Commissione Europea, DG Reform.

Oltre agli obiettivi di economia circolare, queste azioni andranno a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare all’obiettivo 12 “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili” e agli obiettivi della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

 

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