martedì, 27 Settembre 2022

Draghi: «Raggiunti nel 2021 gli obiettivi del Pnrr, avanti con determinazione»

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Il patrimonio del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non dovrà essere disperso, nel 2022, sulla scia dei risultati dell’anno passato, quando «abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi». E, dunque, d’ora in avanti, occorrerà procedere «con unità, fiducia, determinazione», perché «la crescita sostenuta, equa, sostenibile è il miglior custode della stabilità». Parola del presidente del Consiglio Mario Draghi, che oggi è tornato sulle iniziative per risollevare il nostro Paese, dopo la pandemia, nel corso di una visita a Genova. Nella Capitale, nel frattempo, i titolari di alcuni dicasteri hanno raccontato, nelle stesse ore (in differenti audizioni nelle commissioni parlamentari), l’andamento dei loro «compiti», a partire dal ministro per le Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini, che ha voluto puntualizzare che «le questioni ambientali sono incorporate fin dall’inizio nel disegno degli interventi e, quindi, non diventano un elemento di freno a valle», bensì occasione «di stimolo e di cambiamento a monte del progetto», restituendo così un mutamento «epocale nel modo in cui le infrastrutture del Pnrr, e anche le altre, verranno delineate da adesso in poi»; la dotazione del dicastero di piazzale di Porta Pia, ha rammentato, è pari a «61,4 miliardi, di cui il 70% dedicato al cambiamento climatico e il 55% al Sud», aggiungendo che «nel 2022 sono previsti tre investimenti: il programma innovazione e la qualità dell’abitare, l’Alta velocità al Sud e lo sviluppo del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario Ertms», mettendo in risalto i 300 milioni destinati alla filiera degli autobus per la realizzazione di veicoli elettrici.

Giovannini ha spiegato, poi, che sono 53 i traguardi e gli obiettivi finali da conseguire entro il 2026, di cui 43 per investimenti e 10 per riforme, e che son stati «già raggiunti tutti i 7 traguardi previsti per il 2021 e 2 previsti per il 2022».

Quanto, invece, al ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli (il cui dicastero avrà a disposizione 4,88 miliardi totali), ha chiarito in Parlamento che le azioni del Pnrr vanno collocate e valutate nel quadro di un più ampio programma di rilancio del settore agroalimentare italiano, basato sull’attivazione sinergica di tutti gli strumenti disponibili. Un rilancio, ha sottolineato, che oltre a rafforzare la competitività delle imprese punta a sostenere, anche nel settore primario, la transizione ecologica proposta dal «Green Deal», anche visto che 3 dei quattro progetti agricoli inclusi nel Piano sono inseriti nella Missione 2, dedicata alla «Rivoluzione verde e transizione ecologica».

Ascoltato, infine, in Parlamento oggi pomeriggio anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando. «Con anticipo rispetto alla scadenza dello scorso 31 dicembre – sono state le sue parole – sono stati raggiunti gli obiettivi del 2021» del Pnrr «con l’adozione del programma Gol», la Garanzia di occupabilità dei lavoratori, «e del Piano nuove competenze, nonché con il Piano operativo infrastrutture e investimenti sociali»; nell’anno appena iniziato, però, si entrerà nel vivo, in virtù, ha sostenuto, della «prevista adozione dei Piani di attuazione regionale (Par) e dell’inserimento nel programma Gol di 300.000 persone vulnerabili, «in primis» percettori della Naspi (l’indennità di disoccupazione) del Reddito di cittadinanza, ma anche lavoratori in Cassa integrazione», prestando, ha concluso, «particolare attenzione alle donne e ai giovani».

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