Doggy bag o mezze porzioni nel menù obbligatorie

da | 13 Giu 2024 | Tecnologie alimentari

Comunità energetiche 2023

Al via in Senato l’iter del disegno di legge contro lo spreco alimentare

Un logo per la doggy bag, quindi per incentivare il consumo da asporto di pasti non finiti al ristorante, che dovrà essere mezzo ben in vista. Una spinta alle mezze porzioni o ai menù per bambini, in modo da minimizzare gli sprechi. Il tutto corredato dall’aumento delle risorse del fondo per i progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi. Sono questi gli obiettivi principali del disegno di legge Atto Senato 972, dal titolo “Misure per sensibilizzare i consumatori all’adozione di condotte virtuose orientate alla riduzione dello spreco alimentare”, che il 12 giugno ha iniziato il suo percorso in commissione a palazzo Madama.

Un nuovo provvedimento, quindi, che mira a ridurre gli sprechi alimentari nei ristoranti. Come si legge nella premessa al ddl, secondo la Fao oltre un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso. “Ogni anno vengono infatti sprecate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sulle 3,9 prodotte”, con “la perdita di cibo che si verifica lungo tutta la catena alimentare, dai campi al consumatore finale”.

Nell’Unione europea ogni anno si stima uno spreco di 131 chilogrammi per ogni cittadino. Secondo i dati Eurostat, nel 2021 i Paesi europei hanno prodotto un totale di circa 58,4 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. “È interessante osservare”, si legge ancora nelle premesse al ddl, “come il 54% di questi scarti abbia origine domestica, circa 70 chilogrammi all’anno pro capite, mentre il restante 46% è generato a monte della filiera alimentare”. Si parla infatti di una perdita stimata annua di 132 miliardi di euro in tutto il continente. L’Italia occupa il settimo posto nella classifica, con 140 chilogrammi di spreco pro capite annuale.

Per contribuire a ridurre questi numeri, quindi, la proposta di legge mira ad operare nei ristoranti e sul cibo da asporto: “secondo i dati raccolti dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) circa il 74% dei consumatori ritiene che la pratica dell’asporto del cibo avanzato sia corretta. Tuttavia”, spiega ancora il ddl, “sono ancora molti gli italiani, oltre uno su quattro, che considerano disdicevole chiedere ai ristoratori di portare con sé gli alimenti non consumati durante il pasto”.

Si vuole, perciò, cercare di invertire questa mentalità. L’articolo 1 indica come finalità del provvedimento quella di “sensibilizzare i consumatori all’adozione di condotte virtuose per la riduzione dello spreco alimentare, promuovendo una cultura del cibo fondata sul rispetto dei principi di sostenibilità alimentare…”. Una delle attività promosse dalla legge (articolo 2) riguarda la definizione di un “logo volontario di cui possono avvalersi gli operatori del settore della ristorazione e gli esercenti abilitati alla somministrazione di cibi e di bevande, al fine di promuovere all’interno dei locali la pratica dell’asporto del cibo non consumato”. Verrà indetto un concorso per la scelta del logo e degli imballaggi del cibo non consumato, con il primo che dovrà essere esposto in modo chiaro e ben evidente all’interno dei locali e nei menù.

Un altro aspetto (articolo 3) riguarda l’obbligo di inserire nei menù l’opzione del consumo dei pasti in mezza porzione e le offerte dedicate ai bambini. Questo al fine di “rendere disponibili ai consumatori le informazioni sui benefici per la salute e la sostenibilità ambientale che derivano da una corretta nutrizione e da un consumo equilibrato degli alimenti”.

Infine, l’articolo 4 va ad incrementare le risorse del Fondo per progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi alimentari, che potrà godere di un milione di euro in più per il 2024.

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