mercoledì, 5 Ottobre 2022

Disegno di legge sull’equo compenso, il voto si terrà nell’Aula del Senato il 20 luglio

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A meno di un mese dalle votazioni in Commissione Giustizia al Senato (il 29 giugno scorso), il disegno di legge sull’equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti iscritti ad Ordini e Collegi sbarcherà nell’Aula di palazzo Madama per l’esame: la Conferenza dei capigruppo di questo pomeriggio, infatti, ha calendarizzato il provvedimento per l’Assemblea mercoledì 20 luglio. E, dunque, «forte» del varo senza correzioni, rispetto alla versione licenziata dai deputati nell’ottobre dell’anno passato, il testo potrebbe ottenere il via libera definitivo, la prossima settimana, diventando, una volta approdato in Gazzetta Ufficiale, legge dello Stato.

Il provvedimento, frutto dell’unificazione di proposte normative di Fdi, Lega, Fi e M5s, s’inserisce nel solco della legge approvata nel 2017 su iniziativa del Pd ed allarga la committenza che dovrà rispettare il principio della giusta remunerazione del professionista, giacché vengono inglobate tutte le imprese che impiegano più di 50 dipendenti, o fatturano più di 10 milioni di euro all’anno; l’equo compenso, recita il testo, si applicherà ai rapporti regolati da convenzioni per svolgere, «anche in forma associata, o societaria», attività in favore di «imprese bancarie e assicurative» e loro controllate, oltre che al tessuto aziendale del nostro Paese di medie dimensioni. Gli Ordini e i Collegi professionali, si legge, inoltre, hanno facoltà di adottare «disposizioni deontologiche volte a sanzionare la violazione, da parte del professionista, dell’obbligo di convenire, o di preventivare un compenso che sia giusto, equo e proporzionato alla prestazione professionale richiesta e determinato in applicazione dei parametri previsti dai pertinenti decreti ministeriali». Ed è su questa norma che, nelle settimane passate, si sono contrapposti il sistema ordinistico e la rappresentanza sindacale della varie categorie di lavoratori autonomi, raggiungendo, però, un’intesa nei giorni antecedenti il voto in Commissione Giustizia.

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Nel dettaglio, ProfessionItaliane (che riunisce i Consigli nazionali, tra cui quello dei periti industriali e dei periti industriali laureati), Confprofessioni e l’Adepp (l’Associazione delle Casse di previdenza private), con una nota congiunta, hanno «ribadito la necessità di garantire al più presto ai professionisti italiani una legge organica» sulla giusta remunerazione delle prestazioni effettuate, concordando sul fatto che il provvedimento, «pur venendo incontro a parte delle loro esigenze, dovrà essere sottoposto ad ulteriori miglioramenti e sono pronti a condividere con le forze politiche tutte le loro proposte, a cominciare dalla soppressione dei procedimenti disciplinari nei confronti dei professionisti. Ed hanno tenuto a sottolineare come, «in questo difficile momento, la politica debba assumersi la responsabilità di garantire l’approvazione del provvedimento, al fine di evitare che finisca su un binario morto, vanificando un iter parlamentare lungo e complesso, preceduto da una lunga battaglia politica da parte dei professionisti», annoverando tra i «numerosi aspetti positivi dell’attuale formulazione del testo l’aggiornamento dei parametri con cui individuare i compensi, alla rideterminazione dei corrispettivi non corrisposti, alla nullità delle clausole vessatorie, l’impugnativa per le parti non conformi dei contratti d’opera», nonché «la possibilità di avere chiarezza sui tempi della prescrizione per responsabilità professionali con decorrenza dalla data della prestazione». ProfessionItaliane, Confprofessioni e Adepp, infine, hanno espresso la volontà di «dar vita a un tavolo di confronto sull’equo compenso», nel quale «saranno studiate idee comuni di miglioramento del testo attuale».

 

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