Decreto Superbonus, le novità della retroattività e sulla «sugar tax» agitano la maggioranza di governo

da | 13 Mag 2024 | In evidenza, Primo piano

Decreto Superbonus: correzioni e dissidi nel governo

Il passaggio oggi al Senato del decreto Superbonus (39 del 2024) porta con sé una manciata di correzioni che stanno creando dissidi nel governo, in particolare fra Fi, con in prima fila il leader e vicepremier Antonio Tajani, e il titolare del dicastero dell’Economia Giancarlo Giorgetti della Lega (ma le cui posizioni sulla necessità di arginare il «peso» finanziario dell’incentivo per le ristrutturazioni in edilizia all’insegna dell’efficientamento energetico sono condivise da FdI e dalla premier Giorgia Meloni «in primis»): il segretario degli azzurri, nel week end appena trascorso, si è sì definito «un amico del ministro Giorgetti», tuttavia la modifica presentata da via XX settembre al provvedimento contiene «dal punto di vista giuridico incongruenze col sistema italiano: un sistema democratico non può approvare norme retroattive», ha scandito, con riferimento alla scelta di disporre la «detraibilità in 10 anni delle spese per interventi col Superbonus» che, stando alla relazione tecnica all’emendamento, «riguarda un ammontare di detrazioni fruibili pari a quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025», laddove, si precisa, «ai fini della stima sono stati considerati l’ammontare di detrazioni fruibili per l’anno 2024 pari a circa 6.211 milioni e per l’anno 2025 pari a circa 5.780 milioni, scontati nelle previsioni di bilancio».

Come accennato, il decreto si avvia ad essere vagliato da Palazzo Madama, dove, a far sentire la propria voce è stato il presidente della Commissione Finanze (dove il «dossier» delle correzioni sarà affrontato) Massimo Garavaglia, esponente leghista: «L’emendamento presentato sul Superbonus è del governo e non del ministero dell’Economia, sorprende che Tajani abbia aderito a sua insaputa, come già successo per il prelievo sugli extraprofitti delle banche. Si chiarisca con la premier Meloni, e proponga dove reperire le risorse. Questi continui attacchi all’Esecutivo sono incomprensibili», ha affermato. Fonti dei partiti di centrodestra hanno, poi, accennato al fatto che, forse oggi stesso, si capirà se verrà accolta la richiesta avanzata da Fi di un confronto interno, però non sfugge che, in mattinata, Tajani e i dirigenti azzurri incontreranno le banche e le associazioni della «galassia» delle costruzioni, che stanno facendo sentire da giorni la propria voce, in particolare nel tentativo di un «restyling» della norma che impedirebbe dal 2025 agli istituti finanziari di compensare i crediti del Superbonus con debiti previdenziali (una novità, questa, giunta nel fine settimana), pena il recupero del credito con interessi ed una sanzione.

A gettare, infine, acqua sul fuoco delle polemiche è stato nei giorni scorsi il numero uno della Lega e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: «Sono sicuro che si troverà una soluzione come in questo anno e mezzo di governo si è sempre trovata», ha detto a proposito delle «scintille» fra Tajani e Giorgetti, laddove, nel frattempo, il segretario di Fi non ha mancato di esprimere rimostranze anche per le manovre in corso per introdurre a luglio la «sugar tax» (il prelievo fiscale «maggiorato» sulle bevande edulcorate, ndr), perché il partito intende impegnarsi per rimandare l’imposizione della tassa.

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