Decreto Superbonus è legge: si scende al 70% nei condomini, stretta al Bonus Barriere

da | 21 Feb 2024 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Ratificato in legge dal Senato il DL 212/2023, Decreto Superbonus. Stretta al Bonus Barriere e nuove aliquote per condomini

Il Senato, come da previsioni, ha ratificato nella seduta del 20 febbraio senza modifiche il testo, già approvato dalla Camera dei Deputati cosi come era arrivato in Parlamento dalla ‘Gazzetta Ufficiale ‘ del 29 dicembre, del disegno di conversione in legge del DL 212/2023, conosciuto come ‘Salva Spese’ o ‘Salva Superbonus’.

Si tratta dell’ultimo provvedimento, in ordine temporale, in materia di Superbonus che di fatto conferma la ‘chiusura’ totale del Governo a qualsiasi tipo di proroga o concessione in materia di bonus edilizi, visto che una parte consistente del decreto è riservata alla ‘stretta’ al Bonus Barriere Architettoniche al 75%, col perimetro ‘allargato’ che è – dalla fine dello scorso anno – solo un lontano ricordo.

Per l’entrata in vigore della legge, si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche se il decreto è già in vigore dallo scorso 30 dicembre.

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Scadenze e nuove aliquote per il Superbonus dei condomini

Si introducono modifiche rilevanti per il Superbonus 110% (o 90%, a seconda dei casi) applicabile ai condomini, estendendo i benefici anche a lavori avviati ma non conclusi entro il 31 dicembre 2023.

Il credito d’imposta è confermato per i lavori asseverati entro il 31 dicembre 2023, con la possibilità di utilizzare le detrazioni relative a interventi avviati entro la stessa data.

Tale opzione deve essere esercitata in base a specifici stati di avanzamento dei lavori (SAL).

In pratica, le detrazioni per interventi rientranti nel Superbonus, su cui è stata esercitata l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito entro il 31 dicembre 2023, non sono recuperabili in caso di mancata conclusione dell’intervento, anche se ciò comporta il non soddisfacimento del requisito del miglioramento di due classi energetiche.

Per gli interventi non conclusi, invece, a partire dal 1° gennaio 2024 si applicano le percentuali previste dalla normativa vigente, con particolare riferimento ai condomini che mantengono uno sgravio del 70%, noto come ‘decalage’, ridotto al 65% nel 2025.

Contributo per i redditi sotto i 15.000 euro

L’articolo 1 introduce un contributo a favore dei soggetti che eseguono interventi agevolati passibili di Superbonus, con spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 ottobre 2024.

I beneficiari devono aver raggiunto uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60% entro il 31 dicembre 2023 e avere un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro.

Dettagli su erogazione e richiesta saranno forniti in un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Stretta sulla cessione del credito per la demo-ricostruzione in zone sismiche

L’articolo 2 estende il divieto di fruizione indiretta dell’agevolazione, attraverso cessione del credito o sconto in fattura, anche agli interventi di demolizione e ricostruzione in zone sismiche 1-2-3 inclusi in piani di recupero o riqualificazione urbana, senza richiesta di titolo abilitativo prima del 30 dicembre 2023.

Inoltre, è obbligatorio stipulare contratti assicurativi per danni da calamità naturali per chi usufruisce del Superbonus per interventi nei comuni sismici.

Bonus Barriere Architettoniche a ‘maglie strette’

Infine, il Bonus Barriere 75% subisce nette restrizioni, comprendendo ora solo scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

Altri interventi non pertinenti, come gli infissi, sono esclusi.

Inoltre:

  • è richiesta una specifica asseverazione per il rispetto dei requisiti e la tracciabilità dei pagamenti tramite “bonifico parlante”;
  • le opzioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito sono limitate al 31 dicembre 2023 per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, salvo per condomini sulle parti comuni ed esclusioni specifiche per persone fisiche.

 

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