venerdì, 7 Ottobre 2022

Decreto sostegno ter: Bonus fiscali, crediti cedibili una sola volta. No della Rpt

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Arriva una nuova stretta alle frodi che potrebbero derivare con la cessione dei bonus fiscali. E questa volta la misura introdotta nel decreto Sostegni ter approvato lo scorso venerdì dal Consiglio dei ministri si estende alla cessione di tutti i crediti d’imposta, primi tra tutti quelli per l’edilizia.

Con l’articolo 26 della bozza del testo viene infatti bloccata la cessione multipla di questi crediti d’imposta prevedendo, di fatto, una sola cessione da parte dell’impresa agli intermediari finanziari. E questo vale anche per lo sconto in fattura. Il quale resta un’opzione per i contribuenti che anziché cedere in toto il loro bonus fiscale possono vedersi ridurre il costo dell’intervento agevolato. In sostanza, i beneficiari della detrazione potranno cedere il credito ad altri soggetti (ad esempio banche) ma questi non potranno cederlo a loro volta. Allo stesso modo, i fornitori che decidono di praticare lo sconto in fattura potranno cederlo ad altri soggetti ma a questi ultimi sarà impedito di cederlo ulteriormente

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La nuova stretta prevede un periodo transitorio per la sua piena operatività. Secondo la bozza del provvedimento, infatti, i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati già oggetto di cessione o dello sconto in fattura, possono «costituire oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari», nei termini previsti. In caso di violazione delle nuove norme i contratti saranno dichiarati nulli.

Così, mentre secondo il governo, si interrompe la catena di cessioni dei crediti che negli ultimi mesi hanno dato luogo a diverse tipologie di frodi, per le professioni tecniche si tratta di una norma che rischia di ridurre fortemente l’efficacia dei provvedimenti e soprattutto di scoraggiare l’utilizzo di strumenti di assoluta efficacia come il Superbonus 110% e gli altri bonus fiscali. Queste modifiche continue, commentano i rappresentanti delle categorie tecniche in una nota, generano incertezza e confusione tra gli operatori del settore e tra i cittadini beneficiari che rischiano di ridurre fortemente l’efficacia dei provvedimenti.

“Comprendiamo perfettamente l’esigenza del Governo di evitare frodi e speculazioni”, commentano i professionisti tecnici, “tuttavia, riteniamo che gli strumenti informatici e l’utilizzo delle banche dati e delle informazioni a disposizione, in tempo reale, dell’Agenzia delle Entrate siano perfettamente in grado di poter verificare tempestivamente tutti i possibili passaggi successivi delle cessioni, anche tra società controllate, evitando così che si commettano abusi”.

Secondo le rappresentanze delle categorie è senz’altro possibile incrociare questi dati con quelli relativi ai soggetti cedenti o cessionari dei crediti, che in caso di truffe sono società di recentissima costituzione, con capitali irrisori, senza bilanci depositati e senza dipendenti. In sostanza, basterebbe potenziare i controlli, senza aumentare i carichi burocratici, ma semplicemente incrociando i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, della Camera di Commercio, degli elenchi degli Ordini e associazioni di categoria, dell’Anac e così via, in modo da poter immediatamente attenzionare, con opportuni alert, i casi ad alto rischio.

Per questo motivo, la Rtp chiede con decisione al Governo di fare un passo indietro su questo punto, lasciando le possibilità attuali di cessione del credito. E di potenziare i controlli utilizzando tutte le possibilità oggi consentite.

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